SANITA’ : Arcaleni Castello Cambia:” E’ doveroso cercare di riaprire la Rsa nell’Ospedale tifernate”

“Sono ormai circa venti mesi che la Residenza Sanitaria Assistita (RSA) è stata chiusa: situata al III° Piano dell’Ospedale di Città di Castello con 16 posti letto garantiva una serie di misure di assistenza a cui accedevano la maggior parte delle persone prese in carico dal servizio Dimissioni Protette. Con quella chiusura- scrive Emanuela Arcaleni di Castello Cambia- anziani con problematiche pesanti, bisognosi di assistenza sanitaria specifica e non solo,  sono stati dimessi e in parte assistiti a domicilio, ma con difficoltà crescenti per le famiglie, anche a causa dell’emergenza covid che ha dirottato il personale su altri servizi.

Mentre crescevano le necessità di assistenza nel territorio, i servizi di prossimità calavano.

A ciò si è aggiunta la chiusura dell’altra RSA territoriale di Umbertide che suppliva con 10 posti letto. Ora, il 22 novembre questa è stata riaperta, ma con 8 posti letto, decisamente insufficienti alle crescenti necessità del territorio.

Con la mia mozione si chiede che il sindaco, in qualità di principale garante della salute dei cittadini tutti, consideri la riapertura della RSA come impellente e non più procrastinabile, non limitandosi a rilevare le necessità e comunicarle ai giornali, ma attivando ogni azione possibile al fine di ottenere concretamente risposte.

La mancanza della RSA è uno dei problemi più impellenti e continua a determinare rischi per il paziente “fragile” nel caso di un trasferimento dall’ospedale al domicilio se non efficacemente coordinato, per non parlare delle gravi difficoltà per la famiglia costretta alla gestione domiciliare.

 E a questo si aggiungono, per tutti i cittadini, gli enormi problemi di accesso alle analisi, alla diagnostica, alla assistenza territoriale e alle visite specialistiche che spesso addirittura non vengono neppure prese in carico e messe in lista di attesa, con continuo ricorso ai privati: tutte queste problematiche potranno essere affrontate in un Consiglio comunale aperto, per il quale intendo presentare richiesta, insieme agli altri consiglieri di opposizione e maggioranza che vorranno firmarla, al fine di elaborare proposte utili alla risoluzione delle tante problematiche e per discutere la  reale portata del Piano Sanitario Regionale, preadottato dalla Giunta.

Ritengo sia ora che questo territorio faccia sentire la propria voce e rappresenti le gravi difficoltà non affrontate, anche attraverso il dibattito nella massima assise cittadina.

Il progressivo depauperamento della sanità pubblica a favore dei privati sta raggiungendo livelli non più accettabili. A tutto questo le forze politiche devono dare risposte, perché la salute è il primo bene e non può essere ostaggio di alcun partito, né di lobby né di interessi di parte”.

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