FOTOTRAPPOLE per combattere l’abbandono dei rifiuti e delle esche avvelenate nei pachi cittadini

Le fototrappole per individuare chi abbandona rifiuti e chi mette esche avvelenate per gli animali . Saranno distribuite nelle vie del centro e all’interno dei parchi cittadini. Non saranno fisse ma con possibilità di essere spostate nei luoghi dove si registra l’aumento dei casi.

Nella commissione Assetto del territorio di giovedì 28 maggio 2020, L’assessore ai Lavori Pubblici di Città di Castello Luca Secondi ha illustrato il regolamento sulle fototrappole, per renderne legittimo l’utilizzo. Le fototrappole sono sistemi di videosorveglianza in grado di rilevare immediatamente movimenti e di registrarli in filmati o foto anche di notte. L’utilizzo delle fototrappole come deterrente allo sversamento abusivo di rifiuti sta diventando molto diffuso, specie nelle grandi realtà urbane ma nel caso di Città di Castello si prevede un uso anche contro le esche avvelenate, fenomeno che si è riscontrato anche nei parchi cittadini. La distribuzione di fototrappole mobili coadiuva le polizie locali nel controllo del territorio. Possono essere posizionate nelle zone più a rischio, perché isolate oppure difficilmente raggiungibili con i mezzi.“Eventuali sanzioni, dopo l’approvazione, avranno piena legittimità e non possono essere contestate a tutela di diritti confliggenti, in primis quello della privacy. Abbiamo a disposizione alcuni dispositivi di fototrappole che abbiamo messo a disposizione delle forze dell’ordine, Perché possiamo usarne contro i rifiuti selvaggi e l’uso di esce avvelenate che purtroppo affligge alcuni territori della comunità. Nel regolamento molti richiami sono proprio alle norme della riservatezza dei dati personali. Un consulente ha valutato il testo e dato utili suggerimenti. Ringrazio Lucio Baldacci, responsabile del Ced, il comandante Joselito Orlando e il vigile Gabrio Campagni che hanno lavorato su questo progetto”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha detto di “comprenderne le finalità ma negli ultimi mesi abbiamo visto l’invasività dello Stato. Mi riserbo il giudizio ma non sono convinto che il pubblico spione vada bene. Non credo che basti un regolamento per andare sopra le norme sulla privacy. E’ la prima volta che sento che un regolamento può andare contro una norma primaria”. Secondi ha precisato: “Il regolamento serve come quello della videosorveglianza che si sta implementando. Per non andare a briglie sciolte ma conformarsi alla normativa per il trattamento del dato, proprio per il suo principio”. Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, si è detto molto favorevole: “Soprattutto per i rifiuti. Nel fine settimana io noto la pratica di disfarsi dei rifiuti anziché differenziarli. Se ci sono dei sistemi per fare desistere queste persone, ben vengano”. Ursula Masciarri, consigliere del PSI, ha detto: “Sulla videosorveglianza esistono delle deroghe nazionali e il regolamento serve in quanto si rispettano queste deroghe per esempio per ragioni di sicurezza. E’ un accorgimento per garantire che tutto venga fatto per rispetto della legge”. Su richiesta di Luciano Tavernelli, consigliere del PD e presidente di Commissione, Secondi ha precisato “attualmente abbiamo 4 dispositivi, dove sono posizionate, la segnaletica deve essere apposta. L’idea è di pianificare un numero consistente di aree da sorvegliare e spostare le fototrappole di volta in volta perchè nei luoghi in cui più spesso si verificano casi di esche selvagge o abbandono dei rifiuti, anche la sola segnaletica è un deterrente”.

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