RICHIEDONO CONSIGLIO COMUNALE APERTO PER discutere delle barriere architettoniche

“Siamo  i componenti dell’Associazione “ Cuore di Leone “, associazione presente  a  Città di Castello ormai da molti anni e che ha tra le sue finalità anche quella di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche delle persone con disabilità” . Inizia così la lettera che gli associati hanno indirizzato al sindaco tifernate Luciano Bacchetta.

“Come Lei ben immagina, sono tantissime le difficoltà che ogni giorno chi come noi vive su una carrozzella si trova a superare. Spesso le vere barriere non sono solo quelle di cemento, ma ancora più quelle mentali.

Lei sa che circa un mese fa la nostra  Associazione ,  in collaborazione con gli amici del “ Mosaico”, ha raccolto circa 750 firme in calce ad  una petizione che ha come oggetto il  tema delle barriere architettoniche , nella quale in particolare si chiede che il nostro comune possa adottare il PEBA ( piano abbattimento delle barriere architettoniche) cosi come previsto dalla DL. 41/86.

In questo modo il nostro comune diventerebbe capofila assieme al Comune di Assisi nella stesura ed adozione di un piano cosi importante che non solo darà risposte a chi come noi vive una disabilità, ma anche alle persone anziane, alle mamme con passeggini ecc.

Ci rivolgiamo a Lei perché in attesa che la petizione possa arrivare in Consiglio Comunale (  il regolamento stabilisce entro 60 giorni dalla data del protocollo ) lei possa sensibilizzare i gruppi consiliari su questo tema importantissimo  di civiltà e buonsenso, e  le chiediamo che  possa darci la possibilità di intervenire nella presentazione e nel  dibattito della petizione permettendoci  in prima persona di  interloquire con i Consiglieri Comunali.

Per questo le chiediamo che possa, in accordo con il Presidente del Consiglio Comunale e i Capogruppo , indire un Consiglio Comunale aperto su questo tema così  sentito,come d’altra parte anche in passato é stato fatto per questioni rilevanti  come  Sogepu  , fondazione Burri ed altro

 

Confidando nella sua sensibilità a quanto da noi espresso in questa comunicazione, rimaniamo in attesa di una sua risposta, augurandole nel frattempo buon lavoro”.

 

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