IL DIBATTITO SULL’ADDIZIONALE IN CONSIGLIO. LA PUNTUALIZZAZIONE DI CASTELLO CAMBIA

Prosegue in Commissione Programmazione l’analisi preliminare degli atti che preparano il bilancio di previsione del comune di Città di Castello. Nella riunione precedente erano stati annunciati sgravi per 55 mila euro sulla Tari per i nuovi residenti del centro storico e le attività commerciali, nella riunione di lunedì 18 marzo 2019, è stato invece annunciato dall’assessore alle Finanze Michele Bettarelli un intervento sull’addizionale comunale Irpef, che estende l’area di esenzione totale ai redditi fino a 15mila euro e porta l’aliquota allo 0,8%, il massimo previsto dalla legge, per tutti gli altri. La manovra produrrà un gettito di circa 780mila euro, inciderà su la metà dei contribuenti tifernati con un aumento tra 45 e 75 euro dell’Irpef. I maggiori introiti saranno destinati al mantenimento di tutti i servizi esistenti, ad un piano straordinario di asfaltature per un milione e 800 mila euro in tre anni, al Fondo per i crediti di dubbia esigibilità in attesa di operazione di recupero, specie sulla Tari, non ancora terminate. Per le opposizioni “misure da pre-dissesto”(Forza Italia), “colpito il ceto medio” (Fratelli d’Italia), “penalizza le famiglie monoreddito” (Tiferno Insieme), “risparmiamo sulla produttività ai dipendenti comunali” (Lega). “Circa la metà non pagheranno Irpef, ritocco per investimenti, aumentiamo il recupero dei crediti” (Pd). La Commissione tornerà a riunirsi martedì 26 marzo in vista del consiglio di giovedì 28 marzo, quando verrà depositato il bilancio e verranno esaminati i regolamenti dei tributi per il 2019.
Michele Bettarelli ha detto che “Il comune di Città di Castello è quello che offre più servizi rispetto ai comuni vicini. Questi servizi hanno un costo. Quest’anno la scelta è diminuire i servizi o aumentare le entrate. Siamo uno dei comuni con l’addizionale Irpef più bassa e le soglie di esenzione più alta e la proposta della Giunta, che collegialmente ha deciso questa manovra come collegialmente aveva deciso gli sgravi, è estendere la no tax area da 13mila a 15mila euro di reddito, la più alta dell’Umbria, e un’aliquota Irpef dello 0,8 per tutti gli altri redditi. Il comune cancellerà l’Irpef a circa 2000 contribuenti che pagavano 60-70 euro di addizionale e per gli altri contribuenti ci sarà un aumento tra 45 e 75 euro. E’ l’unica imposta che tocchiamo, le altre sono tutte ferme, compresi i servizi a domanda individuale come le mense, gli asili, i trasporti scolastici, gli impianti sportivi. Abbiamo inciso laddove l’imposizione era inferiore alla media dei comuni sia dell’Umbria che del Paese. A fronte di questo incremento nel bilancio di previsione ci sono operazioni importanti in uscita tra cui un piano straordinario di asfaltature per tre anni di circa 600mila euro l’anno. Purtroppo siamo costretti ad aumentare il fondo dei crediti di dubbia esigibilità di 300mila euro in attesa di dati migliori nel recupero dell’evasione Tari. Il gettito della manovra sull’ Irpef è di circa 780mila euro, al netto del mancato introito, circa 100mila euro, per l’estensione della no tax area.
Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha sostenuto che “gli aumenti sono così drammatici che si giustificano solo con un bilancio in pre-dissesto e colpiscono il ceto medio”.  Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha detto che “il nodo critico non è l’aumento allo 0,8 delle ultime fasce ma che non c’è più nessuna progressività. La manovra colpirà tutti quelli che guadagnano tra 15mila e 30mila euro per i quali ci sarà un aumento di circa 50euro. Chi ha redditi sopra i 50mila pagherà 7, 8 euro in più. Il comune ha scelto la platea più ampia: il ceto medio-basso. Capisco le esigenze di cassa ma riduciamo l’impatto su chi guadagna poco”. Mirco Pescari, capogruppo del Pd, ha detto di condividere le perplessità di Lignani: “i contribuenti tifernati sono circa 30mila, gli esenti con la manovra salgono a 14mila: uno su due pagherà l’aumento. Lo scalino è su chi abbiamo cercato di tutelare maggiormente. Gli obiettivi di finanza erano difficilmente raggiungibile con i soli quattro scaglioni più alti, perché la platea è ristretta”. Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra, ha detto che “Io sono nemico della tassa piatta. Ma qui parliamo di 50euro l’anno. Il dramma è lo 0,8 anche per le fasce più alte di reddito. I governi hanno tutelato solo le fasce ricche”. Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha detto “questa manovra redistribuisce sul ceto medio e viene da una maggioranza di Centrosinistra. La fascia medio-bassa è più ampia e garantisce un gettito maggiore”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, si è detto d’accordo sulle critiche “alla mancanza di progressività. L’aumento della no tax area è poca cosa. Rilancio il fattore famiglia. Non possiamo continuare a ragionare solo sulla persona. Una famiglia monoreddito di 20mila euro pagherà con la vostra manovra 192 euro di Irpef. Una famiglia con due redditi a 15mila euro paga zero”. Vittorio Morani, capogruppo del Psi, ha detto “la prima cosa è lotta all’evasione. Abbiamo studiato una manovra più indolore possibile. Tutti gli altri comuni dell’Umbria hanno soglie di esenzione più basse”. Massimo Minciotti, presidente di Commissione Programmazione e consigliere del PD, si è detto soddisfatto dell’andamento del dibattito: “La manovra si pone per mantenere gli stessi servizi, fermo restando che i trasferimenti statali sono diminuiti e la Biblioteca ci costerà 200mila euro in più. C’è il nuovo contratto del personale a cui fare fronte e in bilancio importanti investimenti”. Luciano Tavernelli, consigliere del PD, precisato che “il comune ha autonomia finanziaria, tra i primi a fare il bilancio sperimentale, autofinanziamo tutti i servizi e li manteniamo, ci sono investimenti su infrastrutture, strade, scuole, illuminazione, i servizi a domanda individuale non sono aumentati. Avremmo voluto farne a meno di un aumento ma condivido la proposta dell’assessore. Sono d’accordo con Morini sull’iniquità dell’Irpef, in generale abbiamo esentato i redditi più bassi ed abbiamo incrementato da 15mila in su ma di poco. Se avessimo riscosso tutti i crediti, non ce ne sarebbe stato bisogno. La percentuale di riscossione è troppo bassa. Non dobbiamo farli arrivare alla dubbia esigibilità”. Marcello Rigucci, capogruppo della Lega, ha detto “nessuno ha parlato di risparmio. Ai dipendenti la manovra distribuisce un milione di euro. Questa cifra coprirebbe tanti investimenti. Diamo meno produttività. Tanti dipendenti e dirigenti lavorano qui ma pagano le tasse in un altro comune”. 
 
 
Tari nella IUC. Gigliola Del Gaia, dirigente del Settore Finanziario, ha illustrato la componente Tari della Iuc, l’imposta unica comunale: “Nel piano finanziario per 7 milioni di euro ci sono anche costi a carico del bilancio e non del tributo. Il comune ha scelto di applicarli alla cinta intorno alla discarica, alle utenze comunali, 30mila euro, e l’impatto delle agevolazioni, nuova residenza centro storico, attività, edicola, pari a 55mila. Il complesso è di 330mila euro. I crediti non riscossi sono di circa 130mila euro in miglioramento” ha detto ad una domanda di Marcello Rigucci, capogruppo della Lega”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha ricordato la rinegoziazione, nel bilancio 2018, della Tari con Sogepu per il cinque per cento: “Perché non ridiscutiamo alla luce degli introiti di Sogepu e di un piano finanziario che non conosciamo ancora? Non c’è trasparenza né controllo del consiglio”. Anche Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha specificato che “Senza sapere se ci sono utili di Sogepu da redistribuire al comune, come facciamo a decidere? Forse potremmo aggiungere qualcosa ai 55mila euro, pochi, delle agevolazioni. I costi di gestione di Sogepu sono aumentati e se la tariffa non aumenta è solo per l’ampliamento della base imponibile “Il piano prevede l’invarianza della tariffa – ha aggiunto la Del Gaia mentre Michele Bettarelli, assessore alle Finanze, ha detto: “E’ auspicabile un confronto in commissione con i vertici di Sogepu. Non ci dimentichiamo che in tre anni la Tari è diminuita del 15% e come costo procapite al metro quadro siamo tra i comuni umbri con una quota più bassa; questo è ciò che interessa ai cittadini. Veniamo da un trend molto positivo”.   
Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto “parliamo di tassa sui rifiuti ma non di come Sogepu dia i contributi, eppure ha introitato nel 2018 circa 10milioni di euro non 55 mila euro di agevolazioni. Oggi apprendiamo che Sogepu asfalta anche le strade. Sogepu. La logica di come si muove Sogepu sfugge. Il piano d’impresa è completamente cambiato ma in consiglio non è mai venuto. Riflettiamo su questa gestione”. Marcello Rigucci, capogruppo Lega, ha proposto una commissione su Sogepu.
 
 
Regolamento di Contabilità. La Commissione ha preso atto della richiesta del capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Lignani Marchesani per la riscrittura del Regolamento di Contabilità. É una norma datata, con riferimenti legislativi superati. Anche la struttura di bilancio è completamente differente e chi ha rivisto la norma, ha integrato la sessione di bilancio con un lasso di tempo di venti giorni tra deposito e approvazione e il termine degli emendamenti decorre da commissione obbligatorio di presentazione di tutta la manovra di bilancio. Se vogliamo parlare di premi di produttività, io mi aspetto che alla prossima sessione di bilancio questo nuovo regolamento ci sia”. Pescari si è detto d’accordo di nuovo con Lignani: “Si a nuove regole per la sessione di bilancio”.

L’Amministrazione sulle tasse scopre le carte: oltre il danno, la beffa

“La decisione della giunta tifernate di aumentare la tassazione IRPEF portandola, per tutti i contribuenti con un reddito superiore a 15.000€, alla soglia massima dello 0,8%, abolendo ogni gradualità dell’imposta scopre il bluff di questa amministrazione: a fronte dei grandi proclami di Comune modello, si fa ancora e semplicemente cassa con le tasche dei cittadini – scrivono Arcaleni e Bucci di Castello Cambia- poiché è previsto, con questa manovra, un aumento delle entrate di oltre 780.000 euro tutte a carico dei contribuenti. Questa proposta, per quanto salvi dal prelievo i redditi più bassi, colpirà la fascia media, cioè la platea maggiore e quella che in questi anni ha maggiormente risentito della crisi, vedendo erodersi il proprio potere d’acquisto, con la beffa inoltre di colpire maggiormente le famiglie monoreddito e agevolare quelle con una doppia entrata: poiché la tasse colpisce i redditi individuali, infatti, se entrambi i coniugi ne hanno uno sotto i 15.000€ non pagheranno nulla, mentre una famiglia con un monoreddito, ad esempio di 25.000€, pagherà la tassa per intero: e si calcola comunque un esborso annuale maggiorato, da 50 euro in su.

Ma quello che può sfuggire, se a questo non si connettono altri dati importanti, è il quadro dell’operazione: mentre un contrito assessore Bettarelli in Commissione spiega che tale misura si rende necessaria per far fronte alle maggiorate spese in “servizi” da dare ai cittadini, citando, a mero esempio, la gestione della nuova Biblioteca, la riasfaltatura delle strade, il centro Alzheimer… nel medesimo momento scopriamo dalle cronache che altri assessori stanno raccogliendo plausi ed onori, facendosi fotografare con il direttore di SOGEPU, dietro l’annuncio della riasfaltatura di due strade cittadine,  a carico della principale partecipata tifernate. Ma come? Ma è la stessa SOGEPU che non riesce nemmeno a riscuotere per conto del comune tributi relativi alla Tarsu, Tares e Tari, per qualche milione di euro, condannando il Comune a coprire in altro modo (innalzando le tasse, appunto) le mancate entrate? Dopo 5 anni questi crediti si prescrivono, con gran soddisfazione di chi ha evaso, alla faccia degli onesti che sempre pagano. Se oggi SOGEPU avesse riscosso il dovuto, forse l’addizionale Irpef non sarebbe aumentata, ma diminuita; con questi soldi -non riscossi- il Comune avrebbe enormi disponibilità economiche per i suoi servizi, e avremmo potuto asfaltare tutte le strade, da Cerbara a Volterrano, senza prendere mutui. Come mai, su quale base statutaria, il presidente Goracci “raccoglie” le richieste degli assessori Massetti e Secondi, distribuendo a sua discrezione i soldi nostri, scegliendo le strade da sistemare? E perché, visti i risultati finanziari, SOGEPU, che ha introitato dal conferimento in discarica di 210.000 tonnellate per l’anno 2017 e per l’anno 2018 un importo di più di 10 milioni 500.000 euro, non distribuisce gli utili ai soci pubblici, tra cui l’amministrazione di Città di Castello che ne detiene il 91%? Da tempo domandiamo al Sindaco come sono state utilizzate queste capacità finanziarie.

Non siamo d’accordo nell’alzare le tasse ai cittadini, – terminano Arcaleni e Bucci-  con la giustificazione che questo sia a beneficio dei servizi, tanto più di fronte a queste palesi incongruenze! Pensiamo invece che ci siano ampie possibilità di recuperare le risorse necessarie individuando gli sprechi interni, le risorse disponibili nella gestione delle partecipate e lavorando seriamente nella capacità di riscossione dell’evasione contributiva, che sta assumendo cifre insopportabili”.

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