ZONA INDUSTRIALE e PIASTRA LOGISTICA: sarà una passeggiata ?

Ci siamo:  l’apertura  del Centro Commerciale nei pressi dello svincolo della E45 a Città di Castello Nord è alle porte. La curiosità sull’effetto che questa nuova residenza commerciale avrà sulla circolazione stradale è tanta. Sono in molti a pensare che non sarà una passeggiata…e mai come in questo caso l’adagio calza alla perfezione.  Nelle stanze dell’amministrazione comunale c’è stata discussione sulla viabilità nei giorni scorsi. Varie ed eventuali sono state le affermazioni su Viadotto Puleto, viabilità su strada di grande comunicazione (vedi E45) , apertura svincolo piastra logistica. Ma il vero banco di prova sarà il nuovo centro commerciale. L’aumento di traffico di questo ultimo periodo  sta già creando disagi in situazioni normali.  Per questo ci rimane difficile capire  come, a parità di impianti stradali e al ben logico aumento dei potenziali frequentatori della zona industriatile, la circolazione stradale non ne possa risentire.  Il rischio concreto è di entrare all’interno di un imbuto con difficoltà di scarico.  Nei giorni normali basta un tamponamento nella rotatoria per creare file che arrivano , pericolosamente,  (soprattutto nelle ore serali) fin sopra la E45. Figuriamoci l’avvento di un ulteriore incremento di veicoli in visita alle varie attività commerciali. Sarà sufficiente l’apertura dello svincolo sulla piastra logistica per provare a snellire la questione ? Lo sapremo presto.

“Nel gennaio del 2016 è stato annunciato l’avvio della viabilità relativa alla piastra logistica, importante anche per i flussi interni” ha detto il consigliere del PD Luciano Tavernelli nel consiglio comunale di Città di Castello di lunedì 4 marzo 2019, presentando una interrogazione in proposito, a firma anche del collega di gruppo Massimo Minciotti: “Il viadotto Puletto ha aggravato il problema. E’ un pezzo di comunicazione importante perché bypasserà il nodo della rotonda all’entrata Nord, in vista dell’apertura del centro commerciale. Anche la cartellonista potrebbe essere migliorata”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha detto che “La piastra logistica di Città di Castello è l’unica che aprirà in Umbria, un fiore all’occhiello dunque su cui abbiamo già manifestazioni di interesse di imprese locali e non. Lo svincolo è praticamente ultimato, manca un ulteriore sopralluogo Anas, e nelle prossime settimane avverrà. E’ vero che sia fondamentale anche per i suoi insediamenti commerciali che potrebbero creare alcune difficoltà di traffico anche se c’è stato uno studio molto accurato che da rassicurazioni. Prima la zona industriale era vuota, ora è piena di auto e quindi significa che a parità di cubature è stata rivitalizzata. Dovremmo comunque attrezzarci in vista di un surplus di movimento anche con altri accorgimenti. Il problema di Valsavignone è drammatico: il Ministro Toninelli ha garantito la riapertura al traffico pesante entro un mese ed ha chiesto di non fare manifestazioni. Sono passate tre settimane ma niente si è visto finora. Dobbiamo aprire una grande riflessione sulle infrastrutture: Fcu, E45, E78 e confido molto in tutti noi al di là delle posizioni politiche. Non ho attaccato il Ministro, perché non si può scaricare un problema di decenni sull’ultimo arrivato. Ma la questione esiste ed cruciale per il governo in generale. Sulla segnaletica ho sottoposto la cosa all’Anas ma la sfida vera non è lo svincolo ma far funzionare la piastra logistica. Se funzionerà, avremmo avuto una grandissima vittoria per la città”. “Concordo sulla sfida vera” ha replicato Tavernelli “lo svincolo non risolverà e dovremmo affrontare, anche con il Pums, il nodo del traffico magari attraverso una ulteriore variante, già prevista nel prg. Si potrebbe sulla segnaletica indicare la località Cerbara per alleggerire viale Morandi”. Sulla viabilità nel consiglio comunale di lunedì 4 marzo è intervenuto anche Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia: “Avrei potuto ritirarlo dopo la riapertura del viadotto Puleto della e45 al traffico leggero” ha detto, presentando un’interrogazione sulla chiusura del tratto di Valsavignone e sulla necessità di chiedere aiuti per l’emergenza ingenerata sulla e45. “Alcune Regioni l’hanno già fatto, come l’Emilia Romagna che è intervenuta con un contributo per le imprese sull’Irap. La Toscana sta procedendo ad una ricognizione dei danni subiti. Noi che cosa facciamo? L’Umbria per ora niente di concreto. Attiviamoci per l’AltoTevere verso la Regione per chiedere interventi di sostegno economico. Fatti concreti, non chiacchiere”. Il sindaco Luciano Bacchetta si è detto “molto d’accordo con queste considerazioni: “Sarebbe ingeneroso dare le colpe agli ultimi arrivati ma in questa ultima fase non si possono fare addebiti ad Anas. Giusto lo stato d’emergenza già chiesto, sul fatto in sé rimangono criticità. Il ministro ha annunciato la riapertura al traffico pesante entro un mese. E’ quasi scaduto. Vedremo che cosa accadrà. Poi ci mobiliteremo se il governo non riaprirà”. Nella replica Sassolini ha detto che “il governo deve assumersi le sue responsabilità, specialmente quando si parla di economie fondamentali per la nostra zona. Il viadotto deve essere sistemato in tempi adeguati. Il Ministro deve mantenere la promessa ma anche la Regione deve fare la sua parte e se il sindaco non riuscirà a farsi sentire, anche lei presterà al fianco alle critiche. Presenti un elenco di richieste per la Regione, se Toninelli non riaprirà il viadotto”.

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