BLOCCO E45: Manifestazione a Pieve domenica mattina. La disperazione dei lavoratori

Si ritroveranno domenica mattina nei pressi dello svincolo di Pieve Santo Stefano, loro,  gli abitanti del comune toscano e molti degli operatori commerciali che lavorano con la E45. Si ritroveranno  per cercare di creare un confronto aperto ,  una forma di protesta civile. Chiederanno  rispetto per loro e per quelli che con la E45 ci vivono. Per le aziende che la utilizzano per il trasporto delle merci; per i pendolari, per gli operatori commerciali delle are, e di servizio e per i ristoratori che gravitano intorno a questa arteria. Per loro e per tutti i residenti di questa zona al confine tra le tre regioni centrali dell’Italia è giusto che venga fatta chiarezza immediata per accorciare i tempi di riapertura della strada garantendo comunque sicurezza per chi dovrà percorrerla successivamente. I politici di tutte le sponde politiche si stanno sperticando in grida di dolore, dimenticandosi che quello che è successo è solo il vertice di una sequenza di disastri e di mancanze che hanno visto protagonista questa strada. Strada necessaria, dicevano , ma non troppo amata dai politici che l’avevano sponsorizzata negli anni 80  come  spina dorsale di un nuovo futuro europeo, per poi abbandonarla tra inadeguatezza ed incuria. Qualche strillo di allarme si alzava  ogni qualvolta qualche spruzzo di neve la rendeva impraticabile, costringendo a   blocchi stradali di poche ore; nulla a che vedere con il fermo previsto dall’attuale procedimento giudiziario.

 

UNA LUNGA PARALISI ?

Si rischia una lunga paralisi  e la cosa  allarma ulteriormente perchè questo fatto avviene dopo la tragedia di Genova; dopo il crollo del ponte sul Polcevera. Ad oggi la responsabilità di riaprire un tratto di strada così transitato immaginiamo sarà un fardello importante per chi dovrà prenderla.

LA MANCANZA DI ALTERNATIVE

Ma la questione  che distrugge le illusioni su questo territorio, è soprattutto la mancanza di programmazione, di una lungimiranza logica, come quella di trovare delle alternative stradali  valide per salvaguardare il territorio e soprattutto, lo ripetiamo, le persone che  con la strada ci lavorano, e sono tantissimi e che di punto in bianco si sono trovati  a dover fare i conti con un lavoro finito, o complicato all’esasperazione.  Perchè non si è pensato ad organizzare una strada alternativa ? Di chi è la colpa del fermo del ripristino della SS.3 Bis bloccata per incuria da molti anni e che oggi sarebbe servita per garantire un passaggio adeguato ? E’ vero che il tutto era stato anche  finanziato ? Queste sono le domande ricorrenti fatte dai residenti e dagli operatori e che meritano una risposta.  Noi, nel nostro piccolo, siamo stati cattivi profeti denunciando il pericolo nel caso di chiusura. Lo abbiamo denunciato quasi dieci anni fa documentando con fotografie lo stato di abbandono della vecchia 3 Bis.

Riportiamo così, tra i tanti improperi letti su Internet, il grido di dolore delle persone che lavorano su questa strada.

LE PAROLE DEI LAVORATORI 

“Questa TRAGEDIA e ripeto TRAGEDIA per noi e per tutti quelli come noi che si sono dovuti rendere conto tramite Facebook di cosa stava succedendo ci sta mettendo in ginocchio.
Non abbiamo nemmeno avuto il tempo di poter pensare a come affrontare tutto questo che ci siamo ritrovati quasi totalmente isolati e abbandonati. Noi come tutti quelli che con questa strada ci lavorano e ci portano il pane a casa. NONOSTANTE LA GRANDISSIMA DIFFICOLTÀ ABBIAMO DECISO DI LOTTARE E PROVARE IN TUTTI I MODI A REGGERE….
PER NOI E PER TUTTI I NOSTRI AMATI CLIENTI.PER DARE UN SERVIZIO A CHI DECIDE DI AFFRONTARE NONOSTANTE TUTTO QUESTA STRADA.
NOI SIAMO QUI ….SIAMO APERTI….E SPERIAMO DI POTERCI RIMANERE PER MOLTO MOLTO ALTRO TEMPO ANCORA NONOSTANTE LE PROSPETTIVE NON SIANO INCORAGGIANTI”. 

Ecco a tutte queste persone la comunità politica deve  dare una risposta immediata !

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