FESTIVAL DELLE NAZIONI: La necessità di uno spazio adeguato alla manifestazione

Il Festival delle Nazioni gode di buona salute ? Secondo quanto emerso dal confronto  in commissione,  a livello economico, sembrerebbe di  si. Quello che manca,  per fare  il salto di qualità, sono le strutture che dovrebbero ospitare gli eventi, perchè  quelle che ci sono – poche e piccole-  risultano  inadeguate. L’idea di ospitare nazioni in grado di richiamare un grande pubblico è frenata da questa mancanza cronica: un edificio, anche polivalente , con una buona acustica e con un numero adeguato di posti per il pubblico. Una struttura del genere non è presente nel nostro territorio e nemmeno nelle zone limitrofe. 

La stabilità della gestione economico-finanziaria, con un bilancio in salute, ma anche un budget nell’ordine dei 500 mila euro e il gap strutturale come condizionamenti alla crescita della manifestazione, che continua comunque a essere tra le più importanti nel settore in Italia. Sono gli aspetti principali emersi nell’ultima seduta della commissione Controllo e Garanzia convocata dal presidente Valerio Mancini (Lega Nord), che ha esaminato l’andamento dell’Associazione Festival delle Nazioni, con particolare riferimento all’esito dell’ultima edizione e alla situazione economico-finanziaria della manifestazione, insieme al vice presidente Massimo Ortalli e il consigliere Venanzio Nocchi. Dopo una parentesi sugli aspetti artistici, con i rappresentanti del sodalizio che hanno ricordato lo spirito di promozione culturale dell’evento (anche sul versante dei prezzi favorevoli al pubblico) e di valorizzazione dei luoghi principali e delle testimonianze storiche di pregio di Città di Castello e della vallata, nel dibattito hanno assunto rilievo centrale le questioni gestionali, che, dietro l’invito del presidente della commissione Mancini, il vice presidente Ortalli ha descritto a partire dai dati di bilancio, evidenziando come il budget annuale per il 2017 di 539 mila euro sia stato principalmente il risultato dei 115 mila euro di contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dei 178 mila euro della Regione Umbria e dei 30 mila del Comune di Città di Castello, dei 107 mila 550 euro di sponsor e altri contribuenti, più le risorse provenienti dagli altri comuni della vallata, tra cui il socio Sansepolcro, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, dalle quote dei soci ordinari e dal Gal Alta Umbria. In questo contesto Ortalli ha anche specificato che dalla vendita di biglietti sono entrati 38 mila euro. Il vice presidente dell’associazione Festival delle Nazioni ha, quindi, sottolineato che l’esercizio 2017 si è chiuso in perdita per 51 mila euro a causa di un problema amministrativo riguardante l’erogazione dei fondi del PSR da parte della Regione per 60 mila euro, che è stata risolta nell’esercizio 2018 con la reintegrazione del contributo. Per il bilancio 2018, pertanto, la previsione è di un avanzo di 20 mila euro. Ortalli ha, quindi, fatto presenti le difficoltà principali dal punto di vista organizzativo, legate all’esigenza ogni anno di anticipare le risorse del budget tramite il ricorso al sistema bancario in attesa di contributi che arrivano dodici mesi più tardi e quella della costante incertezza sull’ammontare dei sostegni economici, in particolare sul versante degli sponsor privati, che crea difficoltà di programmazione. Il limite rappresentato dalla mancanza nel territorio di strutture per gli eventi adeguate, in termini di caratteristiche e posti disponibili, è stato indicato come la criticità principale, anche in presenza di nuove disposizioni per la sicurezza che, ad esempio, nel caso della chiesa di San Domenico hanno ridotto la capienza a disposizione del pubblico da 700 a 370 unità. A questo proposito Ortalli ha indicato nella sfida di ospitare la Cina nel 2019 il confronto più diretto con questa problematica, parlando dell’esigenza di affrontare, anche a livello politico-istituzionale, l’impellenza di trovare una soluzione, come una struttura polivalente con capienza e acustica adeguate, che possa supportare anche sport e altri eventi. A rimarcare che la problematica degli spazi verrà posta all’attenzione dei soci è stato anche il consigliere Nocchi, che ha rimarcato la grande considerazione del Ministero per il Festival delle Nazioni, in un contesto nazionale nel quale in quindici anni la crisi ha portato alla chiusura della metà degli eventi analoghi. Il rappresentante dell’associazione ha dato conto della volontà di proiettare ancora di più a livello internazionale la manifestazione attraverso la scelta della Cina come ospite nel 2019, di continuare a favorire la divulgazione della musica da camera nelle nuove generazioni, mediante il coinvolgimento delle scuole primarie e secondarie del territorio, di promuovere una stagione invernale del Festival delle Nazioni, valorizzando il Teatro degli Illuminati. Sul versante della promozione turistica ed economica del territorio, Nocchi ha anche evidenziato che sono state coinvolte 34 strutture ricettive con un accordo di programma finalizzato all’accesso ai fondi del PSR. A sottolineare l’importanza di coltivare una sensibilità culturale nella comunità tifernate è stato Luciano Tavernelli (Pd), che ha plaudito alle iniziative rivolte ai giovani e ha proposto di lanciare da Città di Castello l’idea della costituzione di una orchestra regionale di musica da camera. In merito agli spazi, l’esponente della maggioranza ha indicato nella chiesa di San Domenico un potenziale auditorium per la città, dietro gli investimenti necessari a migliorare la struttura. Nel condividere la proposta della creazione di una orchestra da camera giovanile, Valerio Mancini (Lega Nord) si è rammaricato per l’occasione persa di realizzare in città una struttura con acustica adeguata che potesse ospitare anche altre manifestazioni, chiedendo a questo proposito un contributo dell’associazione Festival delle Nazioni per indirizzare le iniziative che le istituzioni socie dovrebbero intraprendere, a fronte comunque di una gestione della manifestazione che è stata ritenuta ottimale in base alle possibilità economiche e strutturali, specie rispetto a eventi come Umbria Jazz e il Festival di Spoleto. A esprimere perplessità sull’attività di promozione dell’evento e sulle ricadute turistiche ed economiche per la città è stato Vincenzo Bucci (Castello Cambia), che ha ricordato un passato nel quale l’evento sapeva conquistare le massime ribalte e ha eccepito che manifestazioni regionali analoghe abbiano saputo conquistare maggiori spazi a livello di comunicazione, pur riconoscendo i limiti rappresentati dal gap infrastrutturale e dalla scarsità di attività ricettive del territorio. A giudicare necessaria una capacità progettuale più efficace dell’amministrazione comunale per sostenere le esigenze del Festival delle Nazioni e delle manifestazioni principali della città è stata Emanuela Arcaleni (Castello Cambia), che ha espresso l’aspettativa che le istituzioni pubbliche garantiscano maggiore stabilità dei contributi e ha invitato l’associazione a fare un investimento sulla promozione attraverso internet e i social media. Nel dare atto ai rappresentanti del Festival delle Nazioni del lavoro eccellente condotto per assicurare qualità, sostanza e partecipazione alla manifestazione, riconoscendo la capacità di aprirsi alla città da parte dell’evento, Gaetano Zucchini (Pd) ha ribadito l’esigenza di dare corso a una progettualità che permetta di superare il gap rappresentato dalla mancanza di un vero auditorium, condividendo la valutazione che con investimenti adeguati la chiesa di San Domenico potrebbe sopperire al problema. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la vice presidente della commissione Ursula Masciarri (Psi), che ha apprezzato gli sforzi profusi per dare qualità all’evento e per coinvolgere i bambini invitando i rappresentanti dell’associazione a supportare il lavoro cui il consiglio comunale è chiamato per assicurare lo sviluppo ulteriore della manifestazione, e Giovanni Procelli (La Sinistra), che ha riconosciuto l’eccezionalità dell’azione dell’associazione in una realtà infrastrutturale difficile, con scarse certezze economiche e in un contesto culturale generale del Paese in involuzione. In sede di replica, Ortalli ha sottolineato come sia impossibile fare ogni comparazione tra il Festival delle Nazioni, Umbria Jazz e il Festival di Spoleto in presenza di un budget pari al 10 per cento degli altri eventi, sottolineando l’attenzione dell’associazione a spendere con accortezza le risorse disponibili ed assicurare una gestione corretta del bilancio, venendo da una storia nella quale nel 1998 i debiti erano di 700 milioni di lire, poi interamente sanati dall’attuale dirigenza. Per quanto riguarda la promozione, è stato ricordato che le strutture ricettive beneficiano di positivi ritorni dalla manifestazione in termini di presenze e si stia ulteriormente lavorando alla valorizzazione dell’offerta ricettiva collegata all’evento, mentre  sul versante internet siano stati fatti investimenti con personale specializzato, sul cui lavoro nell’ultima edizione verrà messa a disposizione della commissione una relazione dettagliata. Per quanto riguarda gli spazi, pur sottolineando la positività della formula itinerante che valorizza sedi e coinvolge pubblico straniero, Ortalli ha ribadito l’esigenza di offrire opportunità stabili all’evento, in considerazioni anche degli elevati costi delle strutture temporanee. Nocchi ha giudicato fondamentale che il consiglio comunale si faccia carico del problema e dell’investimento importante che sarebbe necessario per sfruttare al meglio l’intero complesso di San Domenico, non solo la chiesa, e ha anche ribadito l’importanza di una condivisione comprensoriale delle esigenze e delle finalità del Festival delle Nazioni.

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