CITTADINO DA ESPELLERE ? Si litiga per le competenze. Ritorna in aula il caso di questa estate

 A partire da un episodio accaduto nel giugno scorso a Città di Castello con protagonista un cittadino di origini tunisine e la sua reazione alla prospettiva di un controllo da parte delle forze dell’ordine, la Lega ha presentato in consiglio comunale lunedì 22 ottobre 2018 un ordine del giorno in cui si impegnava sindaco e giunta “ad adottare tutti i provvedimenti necessari ed opportuni – ha detto il consigliere Valerio Mancini nell’illustrare il documento – perché l’autore sia espulso e siano revocate eventuali agevolazioni sociali di cui sia titolare”. L’uomo, che all’epoca dei fatti era nella piazza principale di Città di Castello con la moglie, davanti alla richiesta degli agenti di polizia, nel tentativo di sottrarsi all’identificazione, ha assunto comportamenti non adatti ad un luogo pubblico, che sono stati filmati dai cittadini presenti e divulgati tramite social network. Una volta in commissariato l’uomo ha continuato ad opporre resistenza, tanto che gli operatori coinvolti sono dovuti ricorrere al pronto soccorso.
Dopo un lungo dibattito, l’atto non è stato approvato – contraria maggiorana, Tiferno insieme e Castello Cambia, astenuto il sindaco, favorevoli Lega, Movimento Cinque Stelle, Fratelli d’Italia, Forza Italia – perché è mancato l’accordo tra la proposta di modifica del sindaco Luciano Bacchetta che chiedeva “di attivarsi presso il ministro dell’Interno Matteo Salvini, perché firmasse l’espulsione, in quanto di sua competenza e fuori dalle prerogative del comune” e quella di presentata dal capogruppo del Movimento Cinque Stelle Marco Gasperi, ma comune anche a Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, per “impegnare sindaco e giunta a portare l’istanza di espulsione in seno al comitato provinciale per l’ordine pubblico e la legalità”.
Su questa divergenza si è anche articolato il dibattito che ha preceduto la votazione: in particolare Mancini ha parlato di “un tema delicato che riguarda la sicurezza dei cittadini e il buon nome della città. Alcuni importanti quotidiani, tra cui Perugia Today, riportando il fatto, hanno parlato di violenze dell’uomo sia contro gli agenti che in commissariato. Importante anche la risonanza avuta in ambito nazionale a cura del quotidiano Il Giornale, che riporta come l’episodio pubblicato sui social sia diventato virale. Il tutto ha avuto origine da un semplice controllo. Non è il primo caso di escandescenze dell’uomo e le forze dell’ordine lo sanno benissimo, così come i vicini del Quartiere ecologico. Tale fatto ci impone il dovere di far giungere sui tavoli giusti il fatto perché si metta la parola fine a questo pericolo diffuso. La nostra città non se lo merita e conto sul contributo dei consiglieri perché la città possa far sentire la sua voce fino al Ministro degli Interni. Questa città prende coscienza di un problema serio attestato in due o tre casi che per noi sono già troppi. Siamo una comunità seria, rispettosa e solidale con chi solo merita”. Il capogruppo di Forza Italia Cesare Sassolini ha detto che “l’atteggiamento dell’uomo non è consono ad una persona civile che vive in comunità, indubbiamente l’atteggiamento è irriguardoso, se non con risvolti penali evidenti verso chi tutela i cittadini e le forze dell’ordine, spesso costretti ad intervenire quasi a mani nude verso chi sa come offendere. Dobbiamo dare il taser ai nostri Vigili e chiedo a Mancini di intervenire perché sia possibile. A livello locale intanto potremmo formare il personale. Proponga una modifica nel dispositivo finale dove si dice di espellere il soggetto ma non la revoca dei benefici perché i figli non devono pagare le colpe del padre”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha detto “in primo luogo questo ordine del giorno va inviato al ministro dell’interno. Il sindaco non ha competenza. Senza violare la privacy, parliamo di una persona che è stato sposato con un’italiana con cui ha avuto due figli, ora è sposato con una tifernate e quindi è un italiano. La casa popolare è a nome della moglie. Non è un problema di numeri delle forze dell’ordine e tanto meno di vigili urbani dato che è una questione di ordine pubblico. Questa vicenda mi ha molto disturbato perché il soggetto pochi giorni dopo era di nuovo a piede libero. Si parli non con il comune ma con i soggetti preposti. Posso farlo anch’io ma chiariamo chi è competente. Oggi in un comune amministrato dalla Lega c’è stato l’omicidio di un extracomunitario. Smettiamo di mischiare le carte. L’espulsione la fa il ministro e il soggetto la meriterebbe”. Marcello Rigucci, capogruppo della Lega, ha detto che “la colpa è dell’assessore ai Servizi sociali perché doveva prendere provvedimenti e tutelare i minori”. Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme, ha proposto una mediazione: “cambiamo l’odg chiedendo di verificare il grado di pericolosità sociale del soggetto e a promuovere atti normativi conseguenti. Infine vorrei inserire una sollecitazione ai vigili perché i controlli sulla residenza sia più puntuali e gli uffici sulla congruità di eventuali attribuzione di vantaggi economici. Così dal caso specifico si può allargare a casi generali”. Per Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, “il sindaco ha un filo diretto con il prefetto che può firmare un foglio di via. Ogni volta che si parla di delinquenza da parte di chi ha la pelle più scura, minimizzate e la Lega cresce. Ma la gente ha paura. Un minimo di segnale bisogna darlo e prendo l’atto di Mancini come una provocazione per far vedere che, al di là delle fazioni politiche, l’istituzione c’è”. Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra, si è detto d’accordo con il sindaco “ma come mai per certi personaggi ci si va sempre con le mani leggere? Due poliziotti non sono riusciti a mettere le manette ad un individuo mentre per altri molto più deboli – Cucchi, Aldobrandi, Bolzaneto – ci sono andati pesanti”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto che “la situazione non nasce oggi, il soggetto vive a Città di Castello da oltre venti anni. C’è un problema anche di immagine: i poliziotti non hanno fatto una bella figura e quel video ha girato l’Italia. Invito a modificare il dispositivo perchè il sindaco si adoperi per. La malavita più diffusa, i furti, non è extracomunitaria. In questi ultimi tempi non c’è questo allarmismo ma ci sono stati periodi più critici”. Mirco Pescari, consigliere del Pd, ha parlato di “un dibattito surreale, su una vicenda che ha indignato tutti non per la razza degli autori ma per il fatto in sé, da stigmatizzare dato che il soggetto è protagonista da anni di intemperanze. La Lega legge le cose a colori: è grave il fatto perché chi l’ha commesso non è italiano. Così forse si vincono le elezioni ma non si guidano le comunità. Nell’ordinamento statale ci sono organi deputati all’applicazione della legge. La politica deve accompagnare la nostra comunità e chi ha questo tipo di responsabilità deve farlo, senza speculazione. Invito sindaco e giunta a fare il possibile per una vita della comunità serena ed equilibrata, compreso mettere tipi come il soggetto in condizione di non nuocere”.
Il sindaco ha ribadito il suo consenso a cambiare il dispositivo “nell’invitare il Ministro l’espulsione. Informalmente già mi sono mosso in questa direzione”. Mancini ha concluso dicendo di essere disposto a cambiare il documento: “eccepisco che nell’impegno non c’è scritto che l’Amministrazione esercita l’espulsione ma solo di adottare provvedimenti. C’è una differenza tra politica e magistratura, anche se siamo costretti ad invadere campi che non sono i nostri. Il quadro normativo ha tolto capacità operativa alle forze dell’ordine. Nella nostra scuola Cavallotti tre ragazzi egiziani hanno mandato all’ospedale un professore”. Marco Gasperi ha illustrato la modifica all’odg consistente nel riferimento “al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e a revocare l’eventuali agevolazioni sociali riconosciute al cittadino”. Nella dichiarazione di voto il sindaco ha detto che il dispositivo non è votabile “perché il soggetto non ha agevolazioni. Domani dirò che la Lega non vuole fare il reato di lesa maestà coinvolgendo il ministro”. Vittorio Vincenti ha annunciato “voto contrario. Il tema è sentito ma inviterei anche i nostri concittadini a porre lo stesso sentimento per problemi ben più gravi, che dovrebbero trovare ascolto in questa aula”. Sassolini ha annunciato voto favorevole, “avendo stralciato il passaggio che riguarda la famiglia, punendo solo il reo”. Sì di Gasperi: “Mi stupisco del passo indietro del sindaco. Il tavolo comunque fa riferimento al Ministro. Pd e Psi hanno fatto un passo indietro”. Rigucci ha detto all’assessore alle Politiche sociali “forse non sa che i bambini stanno meglio a volte in una struttura protetta, è un discorso generale. L’emendamento è più che condivisibile. Bisogna far capire alla gente che qui non vengono a fare quello che vogliono”.
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