CASTELLO: I rifiuti di Belladanza e la Nardi nelle discussioni del consiglio comunale

In apertura del consiglio comunale di Città di Castello di lunedì 22 Ottobre l’aula ha deciso a maggioranza la sospensione dei lavori iniziati alle 15.30 dopo la fine del dibattito sul punto in esame alle 21.30. Vincenzo Tofanelli, presidente del Consiglio comunale di Città di Castello lunedì 22 Ottobre 2018, ha posto in votazione il termine, individuato nella riunione dei capigruppo. Valerio Mancini, consigliere della Lega, ha chiesto di terminare l’ordine del giorno. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha chiesto di proseguire il consiglio comunale nella giornata di domani se non tutti gli argomenti fossero stati trattati. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha chiesto se “la votazione sull’interruzione alle 21.30 supera l’ordine del giorno”. Tofanelli ha ribadito che l’aula è sovrana e la votazione ha dato esito positivo, contraria Lega, astenuti Movimento Cinque Stelle, Tiferno Insieme e Fratelli d’Italia, favorevole la maggioranza e Castello Cambia.
Rifiuti. Nelle comunicazioni di lunedì 22 ottobre 2018, il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta ha proposto al consiglio comunale un incontro sulle recenti notizie riguardanti il conferimento di rifiuti chiesto dall’Auri nella discarica di Belladanza, da tenersi oggi, martedì 23 ottobre alle 18.00. “Nella situazione umbra difficile, Città di Castello è un punto di stabilità – ha detto il sindaco – un’autonomia che ci permette di fare le nostre scelte. Nei rifiuti ci sono anche interventi esterni. La riunione dell’Auri è convocata venerdì pomeriggio e sarà presente l’assessore all’Ambiente Massimo Massetti, con la linea che si deciderà domani in conferenza dei capigruppo, alla presenza dei vertici Sogepu, quando verrà fatta una valutazione del contesto regionale per le politiche dei rifiuti. Anticipo che abbiamo scritto alla Regione Umbria, comunicando che il debito di rifiuti con Perugia è saldato, anche se dobbiamo tener conto delle problematiche altrui ma senza metterci in difficoltà. Non c’entra maggioranza o minoranza, le Amministrazioni coinvolte sono bipartisan. Dobbiamo partire dal postulato che il nostro impianto si è sviluppato per essere al servizio dell’Alta Umbria. Nel piano regionale uno degli impianti fondamentali è Borgogliglione, ora chiuso. Città di Castello non può assorbire tutto il traffico”. Il sindaco ha smentito accordi già assunti tra gestori. Valerio Mancini, consigliere della Lega, è intervenuto sull’articolo comparso su una testata locale in cui Città di Castello era presentata come il comune che avrebbe risolto i problemi di conferimento dei rifiuti. “L’atto 1273 bis della Regione Umbria non parlava di inefficienze dell’Amministrazione ma dei gestori, di coloro che avevano vinto l’ambito e si erano impegnati ad eseguire servizi ad un prezzo. Non vorrei che il messaggio è che soccorriamo un’istituzione. Chi ha vinto una gara d’ambito la chiude, altrimenti va a casa. In nessun ambito privatistico dove un soggetto vince un servizio, se ha problemi a soddisfarlo, arriva la cavalleria. L’effetto virtuoso del calo e dell’andamento della raccolta differenziata è vanificato dalla scarsa efficienza del trattamento in particolare dei rifiuti organici. In altre parole da qualche parte si sono riempite le discariche per inefficienza dei gestori. Non parliamo tra comuni”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha chiesto cifre e contropartita economica. Che fine ha fatto, se non c’è accordo con Città di Castello, la massa di rifiuti accatastata a Ponte Rio?”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha detto di “partire dal fatto che un comune virtuoso dove possibile deve dare una mano. Può succedere a noi di avere problemi e la Regione non deve fare orecchie da mercante. Non si può agire senza razionalità. Quantifichiamo l’aiuto. Senza far soffrire i cittadini. Essere logici e collaborativi. Unione di intenti reciproca, guardando al futuro”.
Nardi. Sarà discusso nel prossimo consiglio comunale l’ordine del giorno sulla Nardi proposto da Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia: “dobbiamo impegnarci per rinnovare di un anno la cassa integrazione e per riassorbire gli esuberi se le commesse vanno a buon fine. Ho presentato un ordine del giorno e chiedo di discuterlo. Un atto analogo anche di San Giustino sarebbe auspicabile”. Nel documento, firmato anche da Pd, Psi, Ti, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Italia, si chiede “ai parlamentari umbri, al presidente della Regione Umbria e alle associazioni imprenditoriali, di proseguire a sostenere la richiesta delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori della Nardi della concessione della durata di un anno della cassa integrazione straordinaria da parte del Ministero, in relazione alle concrete e positive prospettive di ripresa e sviluppo aziendale”. L’ordine del giorno nasce dal fatto che “l’Azienda Nardi ha fornito comunicato di un ordine per la produzione di aratri per l’Eritrea di 7 milioni di euro, che attualmente esistono buone possibilità di nuove commesse per circa 3,5 milioni di euro; la situazione aziendale è attualmente in forte recupero di fatturato con una previsione di raddoppio per il 2019 come comunicato dall’Amministratore delegato Paolo Carloni”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, ha detto di essere contrario all’ordine del giorno di Bucci. Non è portato nelle sedi giuste: è condivisibile ma non deve farlo il comune ma un decreto ministeriale. Il movimento Cinque Stelle ha fatto la sua parte senza sbandierarlo. Ora suscitare una nuova bagarre politica non avrebbe senso e penalizzerebbe l’obiettivo dei lavoratori. La cassa integrazione a gennaio 2019”. Il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta ha detto di aver interloquito molto “con l’europarlamentare Laura Agea che ha aperto un canale con il Ministero del Lavoro, ho parlato con i sindacati e con l’amministratore Carloni, che si è mosso con una certa efficacia. Non so quali saranno i risultati”. Valerio Mancini, consigliere della Lega, sulla proposta dell’ordine del giorno ha dato un parere positivo “il consiglio comunale solleva un tema occupazionale di un’azienda che riguarda tanti tifernati e finalmente il consiglio comunale prende coscienza che il problema occupazionale è serio. Da quando c’è un governo nuovo. La Nardi, prima del 4 marzo, aveva contattato i rappresentanti del territorio per un affare milionario all’estero. Aveva bisogno di copertura assicurativa. Ci fu anche l’intervento del senatore Candiani. In un mercato interno saturo, dove gli agricoltori devono avere i soldi dalla Ue, e un quintale di grano gli viene pagato appena14 euro, è chiaro che c’è un problema occupazionale”. Luciano Tavernelli, consigliere del Pd, ha detto che “è sempre il momento buono per dare la nostra solidarietà alla Nardi. Le notizie drammatiche dei primi mesi si stanno evolvendo positivamente. Ma dobbiamo continuare a lavorarci per soluzioni condivise al massimo. La cassaintegrazione straordinaria darebbe la possibilità di fare maturare la situazione interna. Giusto lo spirito del sindaco, giusto che l’europarlamentare Agea coinvolga Di Maio, giusto aver coinvolto a suo tempo il ministro Poletti e prima ancora Donat Cattin, per strappare la prima cassaintegrazione. Ci vogliono i tempi giusti: votiamo l’odg all’inizio del prossimo consiglio”. Bucci si è detto d’accordo con la proposta Tavernelli”. Il sindaco ha concluso dicendo a Mancini che “l’ex ministro Poletti è stato alla Nardi incontrando lavoratori e sindacati, ha lavorato per un altro anno di cassaintegrazione e l’ha ottenuta. Se è vero che ripartono le commesse, un anno di cassaintegrazione permetterà di riassorbire i lavoratori”.
Nelle comunicazioni Marcello Rigucci, capogruppo della Lega, ha detto di aver presentato un’interrogazione sulla copertura dei campi da tennis e sulla torre civica. “I lavori non finiscono mai e ci sono violazioni di carattere urbanistico sugli appalti e sulla sicurezza – ha detto – mancano i cartelli sul fine lavori. Sanzioniamo chi deve essere sanzionato”.
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