IL SOVRAFFOLLAMENTO DEI CINGHIALI. Tiferno Insieme presenta una interrogazione

E’ un dato di fatto: il sovraffollamento di cinghiali  sta portando danni notevoli alle coltivazioni che si riflettono in un minor raccolto e un minor guadagno da parte dei coltivatori. Il nostro territorio è  da tempo sotto l’occhio di questa invasione e  i conti con l’invasione dei campi da parte di questi animali non è sempre facile farli . Tiferno Insieme  con un’interpellanza al consiglio comunale di Città di Castello, nella seduta di lunedì 1 Ottobre 2018, ha chiesto misure che contengano un fenomeno fortemente penalizzante per agricoltori e residenti. “È sempre più evidente in molte zone la presenza in numero sproporzionato di cinghiali ungulati ha conseguenze negative in particolare per molte coltivazioni agricole, per la sicurezza stradale, per la salvaguardia delle proprietà private, di orti, giardini e il quieto vivere di chi abita abitanti le zone di campagna. I danni provocati dai cinghiali vengono risarciti agli agricoltori non sempre in modo congruo e tempestivo e comunque li espone ad insicurezza e frustrazione nella programmazione e realizzazione del loro lavoro. I danni alla flora e alla fauna non possono evidentemente essere sanati con risarcimenti monetari ma con interventi che riportino a numeri equilibrati la presenza dei cinghiali nel nostro territorio. Chiediamo che l’amministrazione comunale si adoperi per accelerare decisioni politiche e soluzioni, quali ad esempio prolungare la stagione venatoria, facilitare le condizioni di intervento straordinario, realizzare un idoneo trappolaggio, la premialità nelle attività di contenimento o altre misure possibili”. Nella risposta Luca Secondi ha dichiarato che “il mondo dell’agricoltura conosce questo problema. Condivido le premesse, la situazione provoca uno spopolamento e un depauperamento della varietà colturale nelle colline. C’è il problema risarcitorio e di fare impresa. Dobbiamo contenere il problema: il ripopolamento dei lupi non ha dato i risultati attesi, proviamo con maggiori risorse e strumenti di contenimento come le reti elettriche; condivido personalmente la possibilità di una caccia non come sport ma in questa funzione. L’aspetto risarcitorio non c’è più neanche nell’incidentistica stradale ma su questo si debbono trovare assicurazioni. Leggo l’interpellanza come propositiva e la faccio propria per sollevarla davanti alla Regione. Una delle misure assunte è la riduzione del tempo di intervento per le squadre per la caccia ai cinghiali”. Marcello Rigucci, capogruppo della Lega, ha parlato di una materia “già posto all’attenzione da noi nel 2016 anche se nel frattempo tutto è rimasto com’era. È vergognoso che la commissione europea abbia stabilito che il risarcimento dei danni è di stato e quindi il massimo è 15mila euro, di solito hanno un valore economico di molto superiore. Avevo chiesto l’abbattimento immediato da parte dell’agricoltore o la cattura. La Regione ha bocciato perché vuole mantenere il meccanismo. Di recente sono stati appurati dei casi di tubercolosi nei cinghiali. Non possiamo creare un problema più grande. Il comune di Roma ha autorizzato la cattura, la Cia ha chiesto l’abbattimento immediato. In Umbria non si fa nulla. Aspettiamo che arrivi la peste suina o la tubercolosi? Il risarcimento deve essere dato non in base alla produttività. Catturiamo se siamo ambientalisti, ma fermiamo tutta la fauna pericolosa per le colture”. Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme, ha detto “il numero di iscritti alla caccia la cinghiale supera tutte le altre categorie. Il problema diventa di carattere politico. Ci deve essere una regimazione della caccia ma l’agricoltore non può aspettare 24 ore. Come amministrazione, oltre a quelle dei cacciatori, portate avanti anche le istanze degli agricoltori. La situazione è arrivata all’esasperazione: a Santa Lucia hanno trovato i cinghiali dentro l’orto o dentro i giardini”. Nella replica Morini ha detto “speravo dall’assessore un impegno più preciso anche su chi sollecitare. Sta nascendo anche il problema dei caprioli”. Secondi ha aggiunto: “manderemo una richiesta corredata da proposte – cattura, intervento immediato – per segnalare la problematica”.

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