“IL PD SI SVEGLIA DOPO 11 ANNI”. Attacchi da Tiferno Insieme, Castello Cambia e Fdi

Come volevasi dimostrare il comunicato del Partito democratico sulla questione Color Glass ha scatenato le ire dei partiti dell’opposizione in consiglio comunale. “Non accettiamo lezioni da chi si è interessato a Trestina con 11 anni di ritardo” , hanno tuonato la Arcaleni e Bucci di Castello Cambia.  “Si svegliano ora, e solo perché son stati tirati pesantemente giù dal pero, e chiedono a noi di “dare spiegazione” ai cittadini. Ci vuole una bella faccia tosta. Ma noi- continuano Bucci e Arcaleni-  siamo pazienti e con pazienza ricordiamo che solo ai primi controlli effettuati da Arpa, dopo che Castello Cambia aveva portato la questione in Consiglio e dopo la forte mobilitazione dei cittadini, l’azienda ha avuto la sospensione dell’attività. A tutt’oggi questi dati (Arpa) sono secretati per indagine della magistratura: quando verranno resi pubblici potremo sapere se e quanto l’azienda abbia inquinato e cosa abbia fatto respirare ai cittadini di Trestina, almeno in quella occasione; sui 10 anni di attività passata non potremo mai saperlo, data la totale mancanza di controlli e di dati certi. Ad oggi esiste solo un dato di fatto conclamato, permesso dalla ordinanza del Sindaco e dalle nuove autorizzazioni rilasciate dalla Regione: l’azienda può riaprire quando vuole, rispettando nuove e più severe prescrizioni”.  Morini e Vincenti di Tiferno Insieme ricordano che ” la magistratura ha avviato un’indagine preliminare a seguito di una segnalazione da parte di Arpa sulla base delle analisi effettuate nell’inverno 2018 che evidentemente registravano valori fuori norma. Rimaniamo quindi in attesa di un pronunciamento per capire se sono stati ravvisati reati. Il nostro personale augurio – scrivono ancora Morini e Vincenti-  per il bene della cittadinanza è che i cittadini di Trestina dal 2007 a febbraio del 2017 abbiano vissuto in luoghi non oggetto di inquinanti nocivi. Siamo ben contenti che la Regione Umbria, seppur tardivamente, abbia richiesto ulteriori migliorie al processo affinché l’azienda rientri nei parametri di legge delle emissioni in atmosfera consentite e implementi i parametri di sicurezza.La nostra astensione al documento proposto è ampiamente giustificata dal fatto che i cosiddetti “tavoli tecnici” e le commissioni comunali, nella fase autorizzativa in cui si trova l’azienda, sono ben poco utili in quanto l’ente responsabile del procedimento autorizzativo è la Regione Umbria. Inoltre se la proposta è la delocalizzazione, sic et simpliciter, per andare a creare altri comitati altrove non ci pare una scelta politicamente ed eticamente opportuna.Invitiamo viceversa i consiglieri del PD a chiedere ai cittadini della zona Sud che ne pensano di questa presa di posizione così tardiva a seguito di pronunciamenti e dichiarazioni in cui la maggioranza e la Giunta sottovalutavano il problema fino a negarlo e accusare di “terrorismo ecologico” chi lo ha posto già da un anno. Nonostante tutto – concludono-  in attesa del pronunciamento della magistratura e della desecretazione degli atti, intendiamo collaborare con chiunque voglia lavorare seriamente e non strumentalmente al conseguimento della migliore soluzione possibile”. Un No alla mozione su Color Glass era stato espresso anche da Lignani Marchesani di Fratelli d’Italia : ” si tratta infatti di un atto di indirizzo privo di fondamento giuridico, di sostanza politica e degno di una forza di opposizione che cerca di rincorrere in maniera maldestra il consenso. Ai trestinesi – scrive Lignani – ribadiamo interessano le rassicurazioni sulla salute e il trasferimento dell’azienda, non le modalità o i cappelli politici di questo o quel partito. In sostanza il risultato. E questo si può ottenere esclusivamente con un lavoro dirlomatico che determini una nuova collocazione ma che dica a chiare lettere che la Coolrglass, in conseguenza e degli adempimenti tecnici effettuati, è un’azienda non inquinante. Può piacere o meno, forse non è pagante elettoralmente, ma è la realtà., Diversamente, a partire dal 20 settembre, l’azienda ricomincerà sine die la produzione a Trestinan nonostante i proclami isterici di qualcuno. I cittadini non si possono prendere in giro ma, a prescindere da come la si pensi, nessuna azienda accetterebbe dopo aver speso risorse per adeguarsi di andarsene con la coda tra le gambe e stare sul mercato con il marchio infamante di sito inquinante. Gli animi sono tallente esasperati che pensare che la Commissione consiliare sia un sito istituzionale pubblico dove comporre le liti e trovare le soluzioni è fuori dalla realtà.

Ammesso e non concesso che le parti si siedano in detto organismo, cosa che non crediamo, in sedute pubbliche è quasi certo che ci troveremmo nuovamente a un muro contro muro. Diverso invece è  un lavoro sotterraneo  teso a una composizione diplomatica che non faccia perdere la faccia , il mercato e la serenità alle parti. Bene farebbe invece la Commissione ad attivarsi prontamente, questo si un suo compito,  per trovare con l’ausilio degli uffici un sito alternativo, al netto ovvio del rispetto delle nuove prescrizioni, stimolando così le parti all’accordo. Ma è cosa ben diversa da una mozione tutta politica e priva di sostanza. Dal punto di vista giuridico infatti, il Consiglio formula atti di indirizzo alla Giunta, non a se stesso come in quelto caso e su questioni non di sua competenza rivelando in pratica il fine esclusivamente politico dell’atto.

In ogni caso – conclude Lignani Marchesani- se i risultati saranno diversi e la Commissione riuscirà nel suo intento, sarò il primo a rallegrarmene e non avrò difficoltà ad ammettere di aver sbagliato”.

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