IL FUTURO DI SOGEPU e l’incognita dei partner

Con i 13 voti favorevoli di Pd, Psi e La Sinistra e il voto contrario di Fratelli d’Italia, il consiglio comunale di Città di Castello ha deliberato che “assumerà tutti gli atti necessari e conseguenti che, nell’eventualità di aggiudicazione della gara della società tifernate, permettano a Sogepu di garantire l’esecuzione del servizio pubblico”. Lega, Tiferno Insieme e Castello Cambia hanno deciso di non partecipare al voto. L’atto, come spiegato in commissione dal segretario comunale Bruno Decenti, faceva in particolare riferimento, sulla scorta di un parere legale di uno studio specializzato, “alla costituzione di una società di capitali, richiesta dalla legge, in caso di offerta presentata in raggruppamento temporaneo di impresa”.
L’assessore all’Ambiente Massimo Massetti ha ribadito come l’atto giunga al termine di “un lungo lavoro durante il quale nel 2015 abbiamo rinunciato all’house providing perché partecipasse alla gara. L’atto di allora diede una svolta segnalando Sogepu come azienda proiettata prevalentemente alla gestione dei rifiuti. Con l’avvento dell’Auri Sogepu è stata invitata a partecipare e a presentare la propria offerta entro il 9 luglio. In vista di questa scadenza e sulla base di un parere legale, dobbiamo prendere un impegno verso la nostra azienda partecipata, sperando di aggiudicarci la gara, altrimenti si rende tutto superfluo. Vorrei ribadire il concetto che è un’azienda nostra che partecipa ad una gara pubblica aperta a tante insidie. Nella fase successiva all’eventuale aggiudicazione, Sogepu dovrà impegnarsi in un raggruppamento temporaneo con altri soggetti che per oggi non siamo nelle condizioni di conoscere e ma il consiglio comunale dovrà esprimersi su ogni atto che farà in quanto vincitrice di una gara. Questo il senso di una delibera molto aperta a tante riflessioni, un’assunzione di responsabilità e di fiducia nei confronti di un’azienda che ha dimostrato di sapere stare sul libero mercato: ha vinto gare a Foligno, San Giustino, Umbertide. Non è una cambiale in bianco come ha detto Morini. La Giunta ha scelto di coinvolgere il consiglio”.
Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha rimarcato la posizione assunta in commissione: “Ci sono situazioni di natura politica: andiamo a votare un’autorizzazione a costituire il rete temporanea in un atto che in premessa mette i piani industriali come parti integranti; diamo per buona l’impossibilità di conoscere i partner in questa avventura, anche se spero che siano a posto. Avrei voluto sapere di chi si trattava o sapere perché non posso conoscere questa informazione. Ma la mia richiesta non ha avuto risposta. E’ irrituale che un consiglio comunale debba votare un’autorizzazione ad un partenariato, una sorta di matrimonio, senza sapere con chi si lega”.
Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto che “Lignani ha centrato i punti. La nostra società, come la chiama Massetti, è della maggioranza più che del consiglio. In questi due anni ci sono state modificazioni profonde: il piano di impresa va rivisto, la gara si protrae da anni e abbiamo avuto lungo il cammino compagni come Gesenu, ora diventati concorrenti; lasciamo alla responsabilità della maggioranza che ha deciso tutto da sola compreso Cda e Presidente. Usciremo dall’aula al momento della votazione. Mi auguro anche per i dipendenti che Sogepu vinca il bando ma aver rinunciato al conferimento in house è stato un rischio”.
Gaetano Zucchini, capogruppo del Pd, ha detto che “ci sono insinuazioni delle minoranze per fare ricadere la responsabilità di questo atto sulla maggioranza ma il futuro di Sogepu dipende da questa gara; l’atto è finalizzato ad eliminare problemi post affidamento e quindi possibili ricorsi. L’elemento fondamentale sarà dopo l’aggiudicazione quando il consiglio comunale dovrà approvare e dare gambe al progetto della nuova entità giuridica. Rammarica che molte volte ci troviamo a lavorare dando fiducia e la diamo ancora una volta ma ci mancano alcuni passaggi essenziali che con un’assunzione maggiore di informazioni avremmo potuto ovviare. In realtà il piano industriale di Sogepu andrà rivisto alla luce di quanto accaduto. Il consiglio comunale dovrà comunque assumere tutte le decisioni post gara. Con responsabilità il Pd non avrà atteggiamenti negativi ma avremmo voluto una maggiore responsabilità come informazione e un restringimento di mission e piano industriale. E’ un voto di fiducia”.
Ursula Masciarri, consigliere del Psi, ha aggiunto che “voglio togliere qualsiasi dubbio a chi pensa che la maggioranza alza solo la mano. Non si fanno certe cose a cuor leggero. L’excursus storico ci dice che nel 2015 il consiglio comunale vara la trasformazione in società di capitali ; poi l’avviso della gara e il termine per partecipare. Nelle more di queste delibere nel 2016 entra in vigore la nuova legge nelle partecipate; nel 2018 l’Auri invita Sogepu a formulare l’offerta entro il 9 luglio; in commissione il parere legale chiesto ad uno studio è stato fornito ai consiglieri. Sono mancati i tempi per una discussione più approfondita ma alla luce del materiale a disposizione e di una riservatezza di legge, la struttura di questo atto ha una vocazione solo prudenziale con riguardo ad una impugnazione da parte di terzi nell’ipotesi che Sogepu vinca la gara. E’ un atto difensivo per non precluderci la partecipazione alla gara. Fermo che non condivido metodo e partecipazione, mi assumo l’onere e il dovere di votare la delibera”.
Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, ha detto che “se la maggioranza sarà monolitica, i mal di pancia sono evidenti. Condivido le critiche; quelle giuridiche del consigliere Masciarri ma ce ne sono anche di politiche: per esempio siamo all’ennesima consulenza pagata per partecipare a questa gara. Quelle prima a cosa sono servite? Ho parlato di cambiale in bianco perché dà mani libere a Sogepu sui partner per la rete di imprese. Chi sono non si può sapere. E’ un assenso al buio. Il voto consapevole e responsabile non dovrebbe essere a carte coperte. Non sappiamo neanche per fare cosa cerchiamo partner. Sogepu è del comune, dei cittadini, siamo i rappresentanti ed infatti il voto Sogepu lo chiede a noi, perché ci appartiene per oltre il 90%. L’assessore ha detto di dare il via libera e poi se qualcosa non ci sta bene lo cambiano ma non così. Dopo aver vinto un bando, cambiare i termini, significa perderlo. Sarà impossibile una revisione delle decisioni. Ultimo elemento: è vergognoso che andiamo a votare un atto con un piano industriale superato se non altro per l’affare Splendorini. Non è una cambiale in bianco ma un salto nel buio. Non mi assumo la responsabilità di votare una cosa che non conosco. I tecnicismi amministrativi hanno superato la volontà politica: è Sogepu che ci dice cosa fare al Comune e non il Comune a dire cosa deve fare Sogepu. Le parti si sono ribaltate”.
Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra, ha detto che “dalle parole di Morini sembra che votiamo un atto quasi fuori legge. La normativa obbliga a fare questo atto. Non credo che in futuro questa maggioranza sarà così stolta da votare atti disonesti. Io credo nell’onestà della maggioranza”.
Il sindaco Luciano Bacchetta ha dichiarato di voler “sgombrare il campo da un senso terroristico. E’ vero che potremmo non votare l’atto ma la maggioranza deve decidere perché se anche ci fosse l’un per cento di portare nocumento alla gara, è un rischio che non possiamo correre. A Perugia la gara ha avuto solo un partecipante, così a Foligno e a Terni. La nostra gara ha molti partecipanti. Sono ipotizzabili molti ricorsi. Se a causa di questo atto Sogepu non potesse partecipare alla gara? La consulenza è di uno degli studi più competenti in Italia. Che i partner non si possono rivelare non l’ha detto il presidente Goracci ma il vicesegretario Giuseppe Rossi. Il piano industriale va aggiornato ma allo stesso tempo dobbiamo blindare la possibilità che Sogepu partecipi ad una gara da 300milioni di euro. Ognuno voti come vuole in assoluta libertà di coscienza. Anch’io mi sono stupito della tempistica”. In chiusura Massetti ha confermato “un impegno di prospettiva senza nessun rischio per i consiglieri che votano. Mi auguro che non partecipino sotto lo striscione dell’arrivo quando Sogepu avrà vinto la gara. L’azienda è dei cittadini, ha ridotto la Tari non dobbiamo avere paura di darle fiducia”.
Sollecitato da Massetti, il segretario comunale Bruno Decenti ha detto “nessuno può garantire l’assoluta legittimità degli atti. La sostanza dell’atto è cautelativa, se volete al buio, per rendere compatibile la partecipazione societaria ad un vincolo di legge; le responsabilità si riducono a questo. O si corre il rischio di far perdere la gara per un’eccezione o si toglie questo ipotetico vizio con la riserva di poterci ritornare sopra”. Nelle dichiarazioni di voto, Bucci ha detto “vincere o perdere non è il problema. Nessuno si augura che tutto vada a catafascio. Ma decida la maggioranza che sostiene obiettivi dell’azienda per noi da tempo non idonei”.
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