PIAZZA BURRI: sabato il giorno della firma in consiglio comunale. Corà: “Orizzonte internazionale per la città”

In vista della firma in consiglio comunale, sabato mattina (23 giugno, ore 9.30), nei giorni scorsi le commissioni congiunte Assetto del Territorio e Programmazione di Città di Castello, presiedute per l’occasione da Vincenzo Tofanelli, hanno esaminato l’accordo di programma con la Fondazione per la realizzazione di Piazza Burri.
 “Piazza Burri nasce sull’onda lunga della grande eco avuta dal Centenario” ha detto il presidente della Fondazione Palazzo Albizzini – Collezione Burri Bruno Corà“Se oggi il Maestro è universalmente riconosciuto, si deve a quella stagione di eventi che ha prodotto un grande risultato. Ancora ieri alla Fiera di Basilea, iniziativa di caratura internazionale, i mass media hanno parlato di Burri come l’artista dell’anno. Un’architettura di Burri non poteva che rispecchiare un orizzonte internazionale nelle energie mobilitate nella sua realizzazione e così è stato nel percorso che ha condotto all’ accordo di programma che oggi sottoponiamo alle commissioni”.
La piazza pensata da Burri ridisegna l’attuale Piazza Garibaldi: al posto della scuola è prevista una struttura nera di 16mila metri cubi con altezza al punto massimo di 20 metri, lunghezza 58 metri e profondità 16; a distanza verrà collocata l’opera TeatroScultura, 5 arcate su base circolare con diametro 14 metri e altezza 9, che unirà in una ideale linea retta i manufatti a Palazzo Albizzini sulla base del modellino realizzato dal Maestro. La struttura sarà in materiali moderni a tre piani di 735 metri quadrati ed uno interrato per un totale di 3000metri quadrati. Rappresenta l’ultimo sogno di Burri non ancora realizzato, dopo il Catalogo generale, i tre musei, il Teatro Continuo di Milano, il Cretto di Gibellina. Costerà 15 milioni di euro a cui si aggiungono i 15 della valutazione di mercato del Teatro Scultura. Sarà finanziata dalla Fondazione e dalla società accreditata ad operare per interesse istituzionale dalle autorità degli Emirati Arabi, che, insieme, dentro la struttura, gestiranno Alveare, un centro internazionale per la promozione di grandi progetti e grandi talenti. Piazza Burri sarà un “unicum” sotto diversi punti di vista: culturale, urbanistico ma anche procedurale: la rispondenza giuridica e contrattuale dell’accordo di programma tra Comune e Fondazione permetterà al Comune di mantenere la proprietà su piazza a manufatti, pur senza finanziare l’opera. La Fondazione Alveare si assumerà ogni onere caratterizzando l’iniziativa come liberalità, priva di elementi utilitaristici e quindi non ricadente sotto il Codice dei Contratti. Il Comune manterrà in capo il controllo. La realizzazione è prevista dal prg in adozione e dal Piano di mobilità urbana, entrambe nel contesto del quadrante che comprende i Molini Brighigna e la zona retrostante l’attuale Piazza Garibaldi.
Il segretario comunale Bruno Decenti ha sintetizzato il documento parlando di “atto programmatico preliminare, in una fase successiva l’accordo si correderà degli gli aspetti giuridici che confluiranno in una convenzione urbanistica. Elaborato da Uffici comunali e Fondazione, l’atto prevede che dopo la realizzazione un soggetto, la fondazione Alveare, gestirà e finanzierà l’attività della struttura mentre l’ente locale presiederà all’ordinaria attività di controllo. I rapporti nella fase esecutiva saranno tra Comune e la Fondazione, che rimane il suo esclusivo interlocutore”.
Numerosi gli interventi delle forze politiche, diretti ad approfondire aspetti dell’accordo di programma che voteranno sabato durante il consiglio, al cui hanno rimandato il giudizio.
Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha ringraziato il sindaco per aver investito della decisione l’assemblea e chiesto “se sulla scultura ci sia un problema amministrativo, se il comune avrà un ruolo nella gestione o oneri indiretti, chiedendo il coinvolgimento di operatori locali nella realizzazione”. Il vicepresidente della Fondazione Rosario Salvato ha confermato che “ora la scultura è nella piena disponibilità della Fondazione e fisicamente si trova nei Seccatoi. Il valore è quello di mercato ed abbiamo ricevuto anche offerte di acquisto. Ma la possibilità di una vendita non si è posta. Nella Fondazione Alveare inizialmente era prevista la partecipazione del comune ma poi l’applicazione dell’articolo 20 ha consigliato di non perseguire questa strada. Tutta la gestione culturale della struttura sarà garantita dalla Fondazione in cui il comune è rappresentato ai vertici. Vogliamo coinvolgere le aziende locali e in questo senso l’esperienza dei Seccatoi, dove il 90% dei soggetti impegnati erano del territorio, sarà riprodotta”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, sostenendo come “Burri non era un’urbanista” ha detto che “avrebbe preferito un intervento sul quadrante che comprende anche i Molini Brighigna e il Consorzio Agrario, l’area ex Sogema e un concorso di idee internazionale alla luce delle nuove esigenze della città. Chi sono gli investitori, che rimangono anonimi. L’attività di Alveare sarà finalizzata a promuovere artisti del mondo arabo e mediorientale; Burri alla Fondazione affidò la promozione della sua opera. Rispetto per chi investe ma la città deve essere coinvolta”. Corà ha precisato come “non si corretto dire che Burri non sia un’urbanista; Giotto era un pittore e fece il campanile. Burri ha prodotto quell’opera in tarda età ed è enunciata in tutta la sua pittura. Burri sapeva che cosa è lo spazio. Alveare promuoverà giovani artisti e questo servirà a sottolinearne l’importanza. Burri si promuove anche in modo dialettico”. Salvato ha aggiunto che “Agli investitori del quadrante più ampio non interessa; il Cretto di Ghibellina è attuale anche se progettato illo tempore; in questa fase costruiamo la Piazza: rispetto alla destinazione commerciale della struttura, quella culturale ci è sembrata preferibile quando se ne è aperta la possibilità. Abbiamo lavorato molto per coinvolgere gli arabi”. Tiziano Sarteanesi, architetto progettista della Piazza, ha precisato che “il primo progetto era un parallelepipedo, poi Burri stesso lo ha modificato nel rispetto della città. Anche gli ex Seccatoi sono un intervento urbanistico prima che architettonico. L’intervento è sul nuovo non dentro le mura”.
Il sindaco Luciano Bacchetta ha dichiarato che “la trasparenza è stata sempre prioritaria. Ci saranno molti ed ampi momenti di partecipazione. Il consiglio comunale è uno, non l’unico. Se avessimo aspettato l’intervento dei privati, Piazza Burri non ci sarebbe mai stata. I privati in realtà aspettano che parta Piazza Burri perché quel quadrante acquisterà grande valore. Sulla viabilità la scommessa è più complicata ma non ci può fermare”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha ribadito “un giudizio molto positivo, anche progettuale. Vorrei più elementi di trasparenza del rapporto con gli Emirati e sull’accordo con gli investitori per la gestione della fondazione Alveare, che nei prossimi dieci anni sarà l’elemento più dinamico. Escludere l’Amministrazione comunale credo che sia un limite da rimuovere”. Salvato ha ribadito che “senza il Centenario della Fondazione, i finanziatori arabi non ci sarebbero. Li abbiamo scelti perché consente una connotazione culturale dell’intervento quasi esclusiva. Conoscono la Fondazione non il Comune. La Piazza è la priorità per il proseguo tra cui la grande mostra di Burri ad Abu Dhabi, in programma nel 2019, sotto l’egida della UE”. Per Corà “La Fondazione Alveare si occuperà di progetti di giovani artisti a prescindere dalla provenienza. Negli anni Cinquanta e Sessanta fu questo il cavallo di battaglia di Spoleto. Questo asse va spostato su Città di Castello”.
Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha detto che “ben vengano gli investitori e Piazza Burri, ma non è secondario quello che verrà fatto intorno all’opera. Con Piazza Burri diventeremo un centro. Bisogna fare un progetto, un’idea pronta su quanto rimane fuori dalla piazza, che deve essere valorizzata da quanto la circonda”. Il sindaco ha ribadito che non c’è “sottovalutazione ma Piazza Burri sarà un attrattore di investitori privati. Le previsioni sono già nel prg”. Gaetano Zucchini, capogruppo del Pd, ha espresso “grande soddisfazione. Siamo di fronte ad una manifestazione di interesse privato senza la quale Piazza Burri sarebbe rimasto un sogno invece diventeremo un art district. Va perseguita l’idea di Burri: arte contemporanea e arte rinascimentale. Le mie curiosità su investitori sono in parte state tolte ma sulla trasparenza bisogna continuare. La valorizzazione del quadrante dentro cui insisterà Piazza Burri sarà compito del Comune. Il modello Seccatoi sulla realizzazione sarà vincente per il reperimento di risorse ideative e materiali”.  Marcello Rigucci, capogruppo della Lega, ha detto che “nei giorni scorsi sono arrivati 4 pullman di libanesi per Santa Veronica non per Burri. Non ho trovato su internet rapporti tra Fondazione e gli Emirati. Inoltre sarebbe opportuna la valorizzazione anche dei nostri artisti nella struttura dell’Alveare”. Corà ha precisato che “l’ambasciata europea ci ha chiesto la mostra e loro la pubblicizzeranno. Quando tutto sarà ufficiale, lo comunicheremo”.
Per Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, “Piazza Burri è un’opera enorme e un enorme regalo alla città. Il lavoro tra due parti private è stato gestito molto bene. La mission della Fondazione è rispettata ed è qui che l’Amministrazione deve subentrare con un disegno più ampio per capitalizzare Piazza Burri, che sposterà il baricentro e attrarrà investimenti. Saremo molto attenti come sindacato ispettivo. Sarebbe bello uscire con una determinazione corale dal consiglio di sabato ma la vigilanza sarà alta”. Anche Luciano Tavernelli, consigliere del Pd, ha ribadito la necessità della massima trasparenza. E’ uno dei progetti che passerà alla storia. Il comune deve accompagnare Piazza Burri con un’idea di mobilità diversa e sarà un’opportunità, grazie anche al Pums. La nostra città deve essere annunciata lunga la e45 come la città di Burri”. Rossella Cestini, assessore all’Urbanistica,  ha detto che “Piazza Burri non può essere considerata un tappo. Stiamo affrontando tutta la questione legata alla mobilità con il Pums, che ci sta dando molti elementi su come muoverci sul perimetro esterno; il quadrante non può essere considerato insieme. Realizzare Piazza Burri è il volano per sistemare la parte retrostante”. Valerio Mancini, consigliere della Lega, ha detto “il progetto mi piace. Entusiasmo per la prima parte ma dubbi sull’aspetto gestionale. Nessuno dà denaro per pura beneficenza; il progetto è occulto nella parte gestionale e finanziaria. Chi sta dietro questo accordo? Apprezzo la Fondazione che si è più relazionata con il Comune grazie anche al sindaco; il mio sostegno c’è ma manca la parte dell’aspetto gestionale e dell’impatto della penetrazione culturale. Sul tavolo c’è il concetto della città”.
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