APECCHIESE, una strada che ha perso la sua bellezza….e la sicurezza. Sabato manifestazione di Ferro e Motus

Ci si ferma proprio sul valico. Un ritrovo tra reduci sembra. Non c’è il traffico delle domeniche estive, ma qualche centauro in vena di provare ebrezza già si trova nonostante la giornata lavorativa. Ma soprattutto è presente, nonostante la strada. Perché di quello che di bello era la strada Apecchiese è giusto rimasto un ricordo: il resto sono buche, sbalzi di catrame e tanta paura se si accelera un pochino più del normale.  Tutto questo oltre lo splendore della natura, delle vallate che si aprono pigre sul versante umbro e a seguire su quello marchigiano. Quindi “gas” contenuto, come si conviene, in una sorta di rispetto del codice della strada, ma soprattutto per il rispetto della salute. Abbiamo percorso la SS 257 sino ad Apecchio, anticipando quello che farà l’associazione Ferro e Motus nei prossimi giorni. Un giro a bassa velocità, noi oggi per osservare; loro per sensibilizzare il politico sulla situazione di questo tratto di strada che adesso è in gestione all’Anas. Una bega. Perché quella che era considerata la più bella strada per gli amanti delle due ruote, ora rischia di passare a mulattiera di seconda fascia. Un po’ come il vecchio tratto del Verghereto, balzato agli onori della cronaca nei giorni scorsi per avere imposto il divieto di transito a biciclette e moto. Una sorta di laviamoci le mani. Perché, visto che non posso rimetterla in sesto – pare dire il gestore-  e quindi per evitare ripercussioni giudiziarie o cause infinite, metto un bel divieto e poi sono problemi di chi non li rispetta sti benedetti limiti anacronistici. Alla faccia della politica di recupero delle strade alternative. Tutte fanfaronate, come al solito. Si fa sempre i conti con i soldi che non ci sono. La scusa è sempre bella e pronta.  Queste sono le giustificazioni, per nascondere magari un difetto di programmazione e capacità imprenditoriale. Comunque tornando alla Apecchiese, (che è una sorta di via tra la collina e il mare per il tifernate, così come la via Emilia e il suo west lo è per i Bolognesi)  di quello che era un asfalto da brivido per le curve a soffio, beh di quell’asfalto ora c’è solo il ricordo. Anni di mancata manutenzione l’hanno ridotta ad una groviera grigia, pericolosa, anzi pericolosissima soprattutto quando si affrontano quei tratti che dalla conformazione possono invitare a qualche smanettata improvvisa.  Dopo il passo si scende sul versante marchigiano, ma la musica non cambia, la strada è sempre brutta e sempre pericolosa e quindi non si vede l’ora di arrivare alla sosta successiva. Aspettiamo la manifestazione dell’associazione Ferro e Motus che partirà sabato pomeriggio da piazza Matteotti alle ore 15,30 , con una raccolta di firme e una passeggiata di sensibilizzazione sulla SS257.   Sarà un estate pigra, speriamo che non sia un estate drammatica.

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