BELLADANZA: La discarica sempre al centro di discussioni. L’attacco di Marchesani e le risposte di Massetti

Il futuro del polo impiantistico di Belladanza di nuovo all’esame del consiglio comunale di Città di Castello con l’interpellanza che il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Lignani Marchesani ha illustrato nella seduta di lunedì 7 maggio 2018: “Rischio bomba ambientale e rischio politico per Città di Castello: l’AURI (l’ente unico regionale in materia di rifiuti) ha dato il nulla osta al secondo e definitivo stralcio di ampliamento della discarica di Belladanza. Ulteriori 256 metri cubi di rifiuti avranno come destinazione Città di Castello ed il vero rischio è che tutto possa avvenire nel giro di pochi anni. Dietro le edulcorate parole di adeguamento impiantistico si svela la dura realtà di un ampliamento devastante che può avere una sorta di giustificazione geopolitica ma che non dà alcuna garanzia di futuro e di indipendenza a Città di Castello e ai Comuni circostanti. Tramontate ormai da anni le promesse di chiusura della discarica resta infatti in essere una partita, quella della gara d’ambito, che potrebbe schiudere radiosi futuri economici a Sogepu in caso di vittoria. Una vittoria che però, a ormai tre anni dall’indizione della gara, tarda a venire e anche si verificasse troverebbe uno scenario istituzionale completamente cambiato. L’Ambito territoriale su cui l’operatore vincitore dovrà operare , di fatto l’Alta Valle del Tevere ed il comprensorio eugubino gualdese non esiste più dal punto di vista istituzionale ed è appunto confluito nel fantomatico Auri: potrebbero in sostanza esserci incursioni da tutta l’Umbria, come di fatto è avvenuto negli ultimi anni, e non è detto che Città di Castello avrà la forza politica di resistere. Il primo stralcio di ampliamento, previsto dal Piano Industriale e votato dal Consiglio comunale nel 2014, ha previsto ulteriori 147000 metri cubi destinati a discarica già oggi in via di saturazione. Se si continua con questo ritmo anche questo secondo ampliamento potrebbe saturare la discarica regionale di Belladanza entro il 2023, un tempo in tema di rifiuti brevissimo. Dopo cosa succede? Continueremo con altre bombe ambientali? Sogepu, sempre che vinca la gara d’ambito, avrà la forza economica per prevedere impiantistica competitiva ed alternativa in così poco tempo? E Città di Castello potrò opporsi ai camion di mondezza provenienti da altre parti dell’Umbria?”. L’assessore all’Ambiente Massimo Massetti ha parlato di “argomentazioni che si ripetono. Da ultimo nella commissione Assetto al territorio. Agli impegni politici diamo risposte politiche: la discarica c’è e riusciamo a gestirla al meglio, come si vede dal bilancio di Sogepu; è diventata un polo di interesse per la Regione, ha permesso la riduzione della Tari, reiterabile, investimenti importanti. Le discariche regionali sono Belladanza, Borgogiglione e Le Crete. Il documento preliminare del Piano di Ambito è un documento di studio in cui vengono delineate le prospettive del futuro. Ci sono scenari per la raccolta differenziata e per il ciclo che prevedono saturazione delle discariche nel 2027. Sulle politiche rispetto al flusso dei rifiuti, l’Ati non c’è più ma si chiama Auri e continua a lavorare. Stiamo ricevendo le 40mila tonnellate che avevamo portato all’esterno durante l’intervento a Belladanza. Le offerte per la gara sono in scadenza a breve, l’affidamento entro settembre e l’avvio del servizio al gennaio 2019. L’investimento per l’ampliamento è di 5milioni di euro. L’indennizzo per i lavori effettuati verrà riconosciuto dal nuovo gestore. La discarica è garantita per un utilizzo di 10 anni e gli adempimenti sono compatibili con la pianificazione regionale e europea. Entro il 2030 il conferimento sarà del 5% al massimo. Il piano industriale sarà oggetto di un ulteriore revisione entro il 2018 in base a nuova programmazione rifiuti dell’Auri alla luce dell’attività del polo impiantistico di Belladanza per rifiuti indifferenziati e frazione organica umida, frazione aerobica e compostaggio. Oggi non sono previsti ulteriori ampliamenti se non quelli già autorizzati. L’aspetto politico sarà all’esame del consiglio comunale. La nostra impiantistica e Sogepu sono un fiore all’occhiello e vorrei rimarcare che tutti noi dobbiamo pensare che dietro Sogepu ci sono circa 100 famiglie preoccupate per il loro futuro visto che ogni giorno cerchiamo di minare la stabilità della nostra azienda”. Gaetano Zucchini, capogruppo del Pd, ha dichiarato che “stiamo risolvendo il debito che avevano con l’Ati 2 Perugia. Terminerà in autunno. L’ampliamento della discarica non è previsto oltre quelli autorizzati. Il tema politico è l’aumento della raccolta differenziata, la tecnica di coltivazione migliorabile, il conferimento solo dai vecchi confini dell’ambito. Il problema è la realtà drammatica della politica dei rifiuti”. Per il consigliere della Lega Valerio Mancini “come ha confermato Zucchini, il piano dei rifiuti è scaduto e fallito, insieme alla raccolta differenziata e alla gestione degli impianti. Città di Castello ha fatto molto ma è molto esteso e la raccolta differenziata ne risente. Gli obiettivi sono lontani quasi dieci punti. I conferimenti dei rifiuti sono all’incirca 400mila tonnellate. Non siamo avversi a Sogepu ma prendiamo coscienza di un problema. Il piano regionale non è stato in grado di chiudere il ciclo. Diamo un messaggio a Perugia: non possiamo continuare ad investire e riallocare con tutti i rischi imprenditoriali che la partecipata si prende insieme all’Amministrazione”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto che “le cose che dice l’assessore sul piano d’impresa del 2017 non ci sono. Dal 2005 abbiamo accumulato ritardo e nel 2014 se non avesse avuto la discarica qualche problema sarebbe insorto. Nel piano dell’Auri non ci sono rassicurazioni: potrebbero arrivare altre 300mila tonnellate. Il prezziario regionale per il conferimento, 70 euro a tonnellata, si pone contro i 130euro delle Marche. Anche il sindaco paventava questo pericolo. Il piano di impresa va aggiornato anche dal punto di vista finanziario, perché determinato dal conferimento dei rifiuti non dalla creazione di profitto. In quell’area stanno tagliando il bosco sopra la frana, ma che cosa sta succedendo? Prima della discarica viene la salvaguardia geologica del territorio. La Regione ha premiato i comuni più virtuosi sulla raccolta differenziata e Città di Castello non c’è”. Per Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, “c’è una questione politica: questa Giunta con Sogepu sta cercando di coprire, con successi finanziari e un taglio della Tari, il pericolo che sapremo ad ottobre che fine farà la discarica. Se la decisione non sarà a nostro vantaggio, Belladanza andrà a saturazione e diventiamo la discarica dell’Umbria. I cittadini devono saperlo. Una decisione politica o prefettizia avversa è possibile, come l’aumento da 60mila a 120mila tonnellate di rifiuti in un anno, perché nel piano industriale c’era scritto altro. C’è poi un rischio ambientale: i tempi di assestamento della discarica è importante. Tra 60mila e il doppio sono diversi ed è diversa la valutazione ambientale. E’ stata modificata? Suonare l’allarme è dare un taglio politico: vogliamo fare la valle del Rinascimento contemporaneo o dei rifiuti umbri?”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha parlato di un’interpellanza “che da una mano all’Amministrazione perché pone quesiti che sono giusti e hanno una visione di lungo periodo. L’assessore parla di dieci anni per il riempimento. Forse dobbiamo ridurre per il dopo? Il problema sarà addosso alla futura amministrazione ma questa lo deve affrontare. La zona di Belladanza è stata scelta per la discarica, dovranno essere valutati sgravi ed agevolazione perché le problematiche sono molte. Chiediamo al sindaco di spiegare gli elementi di lungo periodo”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, ha sostenuto che “mancano regole e un progetto. Lo spazio disponibile lo abbiamo già riempito. Un anno fa ho previsto il peggioramento idrogeologico della zona che si è verificato. Non c’è una visione futura: progetto e copertura. Per ora c’è solo la spartizione dei denari messi insieme da Sogepu. Se vince la gara, spero che Sogepu saprà sostenere i rifiuti da tutta l’Umbria. State costruendo un impianto che nascerà vecchio. Ci vogliono altre idee. Basta politichese con conferenze stampa e grandi comunicati che sono fine a se stessi. 200mila pero fanno ridere rispetto ai problemi che avrete”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha detto che “dieci anni sono un lasso importante. Sogepu è un’azienda che ha moltiplicato il fatturato, l’unico impianto che funziona in Umbria. C’è in atto un disperato tentativo di arrampicarsi sugli specchi; chiedete di guardare al futuro: chi ci sarà dopo avrà un’azienda di grande valore con i bilanci in attivo. La prossima maggioranza deciderà se aprire le porte a tutta l’Umbria. Noi non lo faremo. Finito di pagare il debito con l’Ati 2, a conferire in discarica saranno solo i comuni dell’ambito. Sogepu è una grande risorsa, 20milioni di fatturato, 160mila euro dati al comune di Città di Castello: svilirla non conviene neanche a voi. Se Sogepu perdesse la gara, il comune diventerebbe ricchissimo perché il nuovo gestore dovrebbe comprare l’impiantistica”. Lignani nella replica ha detto che “il problema non è tra dieci anni ma quanto avviene prima. Se abbiamo un problema, saremo costretti ad ampliare la discarica. Quali sono i gruppi consiliari che hanno indicato la conferma di Cristian Goracci per la presidenza?”. L’assessore Massetti ha concluso che “Sogepu è un’azienda invidiata da tutto l’ambito regionale e da tutte le aziende che gestiscono rifiuti. Bilancio e piano industriale saranno sottoposti all’esame del consiglio. Sogepu ha vinto una gara sul libero mercato per la raccolta differenziata Foligno, dimostrando capacità nel mondo dei rifiuti che non è drogato, come in passato. Sogepu sta dimostrando che tutti i nostri investimenti sono efficaci. Politicamente è difficile da accettare per le minoranze. Le preoccupazioni della nostra cittadinanza hanno una risposta con impianti attesi da anni. Nella politica di gestione dei rifiuti dieci anni sono tanti ma dieci anni fa eravamo più preoccupati di oggi. La frana esisteva anche quando Bucci era presidente di Sogepu, un movimento noto e che in questo momento viene consolidato. Qualche albero è stato rimosso, in modo propedeutico alla bonifica della frana, che potremmo anche visitare per tranquillizzarci sulla situazione”.

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