TASSA DI SOGGIORNO: Secondo Morini è auspicabile un ripensamento. Carletti: “Se applicata servirà per migliorare i servizi”

Nel presentare l’interpellanza sulle politiche turistiche, Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, nel consiglio comunale di Città di Castello di lunedì 7 maggio ha dichiarato che “la commissione sta lavorando su questo tema, nel bilancio è stata inserita la tassa di soggiorno ma senza confronto con gli operatori. Molti comuni, anche in Umbria, hanno deciso di introdurla, eppure questa tassa è legittima laddove il turismo esprima buona parte delle potenzialità economiche del territorio. In conclusione chiedo di convocare gli attori locali dell’industria turistica per parlare di tassa di soggiorno e di altro, affinché la Giunta colga l’occasione per adottare un piano di intervento specifico”. Nel documento Morini sottolineava come “nel 2017, a fronte di un aumento dell’1,82 per cento di arrivi si è registrato un calo dell’11,3 per cento delle presenze”. “E’ questo il vero dato economico di permanenza dei turisti nella nostra città e nelle nostre strutture che rimarca come il dato relativo agli stranieri sia del tutto negativo, con un meno 4,39 per cento negli arrivi e un meno 9,28 per cento nelle presenze”. Per Morini un ripensamento sulla tassa di soggiorno è auspicabile anche alla luce della riapertura delle Terme di Fontecchio, “che daranno un sicuro impulso alla ripresa del flusso turistico e deve essere sostenuta da un impegno specifico per qualificare l’offerta turistica cittadina”. “Un confronto costruttivo sul turismo è auspicabile perché su questo settore abbiamo grandi potenzialità” ha detto Riccardo Carletti, assessore al Turismo e Commercio “La partita della tassa di soggiorno non è una pregiudiziale per i comuni dove viene applicata, molti anche di Centrodestra. Il nodo è come vengono destinati gli introiti: il turismo ha bisogno di fondi per fare la promozione e fare un piano marketing che non si affidi solo alle campagne di enti superiori. Il turismo diventerà un volano anche se i numeri non ci danno ragione. Nel 2012, quando chiuse l’hotel di Fontecchio, noi abbiamo detto addio al 15% della nostra capacità attrattiva. La tassa, prevista nel 2019, è un modo per integrare la diminuzione dei fondi. Di fronte a questa esigenza, la tassa di soggiorno è un’ipotesi non è una certezza, collegata soprattutto alla riapertura delle Terme per aiutare il settore in varie direzione, non solo risorse per la promozione ma anche tagli alla tassazione degli albergatori. Sono d’accordo con l’apertura di un confronto, c’è bisogno di uno slancio, che tuttavia non sono mai gratis. Per posizionarsi su un mercato selvaggio come quello del turismo bisogna attrezzarsi, anche finanziariamente. Si al confronto e alla partecipazione, non focalizziamo sulla tassa, che è materia, nel rispetto dei ruoli, della Giunta”. Gaetano Zucchini, capogruppo del PD, ha detto che “la politica del turismo è stata travalicata dalla questione della tassa di soggiorno, che non esaurisce le politiche turistiche. La storia della tassa di soggiorno è lunga, risale al Ventennio. Anche a me sembra prematuro parlare di tassa di soggiorno. Non è un deterrente per i turisti, dobbiamo verificare l’introito e la sua destinazione. Passi in avanti nella politica del turismo sono state fatte: il centenario di Alberto Burri, ad esempio. Quando non ci sono risorse bisogna fare un approfondimento e concentrarsi sulle dinamiche che possono essere di aiuto ma la tassa di soggiorno non è tutto. Disponibile al confronto ad ampio raggio”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha richiamato “la logica della programmazione. L’amministrazione deve aprirsi ai contenuti in una logica nuova. Il bilancio è una parte importante di sviluppo delle politiche. Le iniziative non sono coerenti con le linee programmatiche. Bene il confronto ma ci sono questioni aperte, come il campeggio della Montesca. Dal punto di vista del bilancio: è possibile che la Pinacoteca costi 200mila euro e ne incassi 4500?Bisogna ritrovare motivi di attrazione”. Nella replica Morini ha detto “bene vie di marketing disgiunto dall’Umbria e il rilancio su Rinascimento e la Contemporaneità. Critico la dispersione di risorse della Giunta. Chiariamo su cosa vogliamo puntare. Se si chiedono finanziamenti ai turisti, pianifichiamo la destinazione degli introiti, che giustifichi l’imposizione. Spero che si possa parlare anche di un piano di intervento specifico per la città”.

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