ANCHE LA FERROVIA E’ UN PRETESTO PER LITIGARE. I progetti e le “carovane” dei pendolari 2.0

Se il sindaco di Citerna avesse immaginato che organizzando un convegno sulla ferrovia,  avrebbe  scatenato un tal putiferio, siamo convinti che se ne sarebbe ben guardato dal presentarlo. Eppure questo è successo. Un convegno, una mostra fotografica di buon impatto per ricordare i passaggi che hanno caratterizzato la nostra triste (chiamiamola cosi) storia ferroviaria dalla fine dell’800 ad oggi. Un percorso in bianco-nero, ricco di storie di uomini che attraverso la linea ferrata hanno disegnato la loro vita.  Nelle immagini, curate e ben posizionate all’interno di una struttura che già è d’impatto di per se stessa, questo lungometraggio immobile ci fa capire che forse qualche passo indietro è stato fatto rispetto ad un passato abbastanza recente. Ci fa capire che  le priorità, alla fine,  sono state date ad altre forme di collegamento e che ripensare a tutto potrebbe essere anche  opportuno per migliorare la situazione, con o senza ricostruzione del percorso a nord verso Arezzo . Bacchetta, sindaco di Città di   Castello, non ha voluto partecipare al convegno, ritenendo che forse i passaggi da farsi erano ben altri e pensare ad uno sbocco a nord quando ancora non si riesce a fare 50 metri a sud , sembrava per il sindaco tifernate quasi una presa per i fondelli verso i cittadini ,  costretti da anni ad un pendolarismo degno delle carovane dei tempi di Tex Willer in attesa di essere attaccate da Geronimo. Apriti cielo. Il Pd che  sta solcando i binari della Ferrovia come Salvini solca l’uscita dall’Euro , si è scatenato verso il sindaco tifernate colpevole di avere snobbato l’appuntamento con il futuro, proponendo di fatto un assist ai socialisti che hanno rispolverato subito l’anima corporativistica difendendo a “binario tratto” il sindaco tifernate.  Così per non farsi mancare nulla non si sono smarcati dall’appuntamento nemmeno i “ragazzi” di Liberi e Uguali , che fieri della loro posizione, mai sopita, nei confronti degli sviluppi futuristici tra E/78 e allungamento ferroviario, hanno sottolineato come l’isolamento locale sia diventato ora arma bianca per salire sulla barricata da parte del Pd  : “Meglio tardi che mai – ribattono al Pd quelli di Liberi e Uguali-  si potrebbe aggiungere. Sono anni che L’Alta Valle del Tevere soffre di un isolamento dovuto alla carenza di infrastrutture stradali e ferroviarie. Sono anni che molti Cittadini dell’Alta Valle del Tevere hanno dato vita ad un combattivo Comitato per la salvaguardia e lo sviluppo dell’Alto Tevere che ha l’obiettivo di uscire dall’isolamento attraverso la realizzazione di importanti infrastrutture come il ripristino della Fcu e il completamento a quattro corsie della E78 dalla galleria della Guinza alle Ville di Monterchi. La folta e qualificata partecipazione alla Tavola rotonda organizzata dal sindaco di Citerna su “Passato, presente e futuro dell’infrastruttura ferroviaria in Valtiberina umbra e toscana” lascia ben sperare. La presenza degli assessori alle infrastrutture di Umbria e Toscana Vincenzo Ceccarelli e Giuseppe Chianella, di esperti tecnici e di cittadini del Comitato per la salvaguardia, di imprenditori e di responsabili delle associazioni di categoria tengono aperta la prospettiva di uno sbocco della Fcu ad Arezzo. Il Progetto sarà anche considerato di prospettiva ma intanto la Regione Toscana lo ha già inserito nel suo Piano pluriennale Trasporti come obiettivo a medio termine. Inoltre, la mostra fotografica sulla vecchia ferrovia Arezzo-Fossato di Vico realizzata nel 1886 è la prova lampante che se una comunità ritiene necessaria un’opera poi riesce a realizzarla. Infatti- concludono da Liberi e Uguali-  solo i bombardamenti della II Guerra mondiale riuscirono a fermare quella tratta”.

Chi ha visto la retrospettiva fotografica – che alla resa dei conti è la faccia vera della storia attuale e passata-  si è fatto una propria idea su come stanno le cose. La ferrovia bella scintillante pulita e ordinata dell’epoca, contrasta con l’abbandono totale della ferrovia di oggi. Le stazioni di un tempo, spesso sedi di mercatini di scambi di merci di attività vera, sono oggi degli accampamenti privati di un anima. Erbacce, scritte, vetrate distrutte, danno più l’idea oggi di una struttura reduce da un bombardamento che non  la linea ferrata subito dopo la guerra. Non sappiamo se sia un bene o un male lo sbocco a nord. Non sappiamo se sia un bene o un male la terminazione della E/78. Sappiamo che se ne discute da tempi di Muzio Scevola. E sappiamo anche che una navicella della Nasa è pronta a partite per lo spazio portandosi dentro i progetti che ci daranno lustro con chi abiterà il nostro pianeta nei prossimi secoli: dopo la scoperta della penicillina, quella dei raggi X e se vogliamo anche quella del cannocchiale (senza andare a scomodare la scoperta della ruota), ebbene, pare che della E/78 e la ferrovia con lo sbocco a nord, non se ne parli….evidentemente sulla loro conclusione non si fidano neppure gli astronauti.

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