QUELLA DICHIARAZIONE SUI RIFIUTI A Camporeggiano. Si riaprono le vecchie ferite sulla Pian d’Assino

Agli abitanti di Camporeggiano sono state sufficienti quelle due parole e quella riga riportate come dichiarazioni di Galmacci, per riattivare ancora non sopiti e drammatici ricordi. La popolazione della frazione eugubina si è quindi risvegliata con il sapore amaro delle battaglie ecologiste di qualche decennio prima e con lo spettro della Ecofarm e dei suoi miasmi riapparsi ancora nell’aria.  Non era ancora arrivato il nuovo secolo quando quel luogo avvelenato dalla presenza di un sito per il trattamento dei rifiuti   fu teatro anche di una interrogazione del senatore della Repubblica,  Semenzato “in località  Coltrona-Camporeggiano – scriveva all’epoca Semenzato –  nel comune di Gubbio, vi è una situazione di grave crisi ambientale dovuta ad uno destinato alla produzione di fertilizzanti e ammendanti, la Eco Fram srl; che il sindaco di Gubbio, professor Corazzi, a nome dell’intera amministrazione comunale ha richiesto l’intervento del Ministro dell’ambiente per far fronte all’emergenza ecologico-sanitaria prodottasi a causa dell’attività della società Eco farm srl; che lo scrivente nel maggio del 1999 ha presentato una interrogazione sull’argomento in oggetto, la 4-15186, a tutt’oggi senza risposta; considerato: che nel mese di settembre del 1999 si è svolta presso il Ministero dell’ambiente una riunione operativa per far fronte al problema; che nel corso della riunione si è convenuto sull’urgenza dell’intervento e sulla richiesta da parte dell’amministrazione comunale di Gubbio di un aiuto per la progettazione e per il finanziamento necessario per i progetti di bonifica; che il Ministero dell’ambiente, nella qualità del direttore Mascazzini, aveva assicurato al sindaco di Gubbio, professor Corazzi, l’aiuto nella progettazione da parte dell’ANPA e la disponibilità ad utilizzare i fondi del Ministero; che, nonostante ripetute sollecitazioni dello scrivente e della stessa amministrazione comunale di Gubbio presso il Ministero, non risulta però allo stato che si sia provveduto alla stesura del progetto; che con l’avvicinarsi dell’estate, per gli odori insopportabili che con il caldo si sprigionano, l’intervento di risanamento si fa più urgente, si chiede di sapere: se non si ritenga opportuno intervenire immediatamente per risolvere il problema; se non si ritenga necessario attivare direttamente l’ANPA affinché si possa intervenire in tempi rapidi per il risanamento della zona”. Questo quasi 20 anni fa. Ad oggi la zona è stata spesso interessata a stravolgimenti, ma sempre  sotto le lente attenta dei residenti, che sono ben lontani da approvare qualsiasi aggiornamento del sito.  Una zona comunque di grande effetto ambientale tanto da essere finita nel mirino di una società inglese pronta a realizzarci un importante insediamento sportivo. Ora ritorna prepotentemente alle cronache con la dichiarazione di Galmacci. “La ricollocazione dei rifiuti a Camporeggiano”  non si capisce bene che fondamenta abbia, ma ha avuto lo sfregio di andare a riaprire vecchie ferite. Ecco la dichiarazione : “ mi candido con una linea ben precisa. Delocalizzazione dell’impianto di trattamento dei rifiuti. Ci sono già delle soluzioni praticabili come quella di Belladanza o di Camporeggiano nel comune di Gubbio”, riportate dal Corriere dell’Umbria nell’edizione di mercoledi mattina, non lascia spazio a particolari dubbi. Galmacci è a conoscenza di qualche tipo di trasferimento di aziende di trattamento dei rifiuti in località Camporeggiano ?  oppure ha preso un clamoroso abbaglio. L’unica area che potrebbe essere sospettata, e che comunque rischierebbe di riaprire una cicatrice ancora ben poco rimarginata all’interno della piccola frazione eugubina, la prima a confine con il comune di Umbertide,  è appunto quella dell’area della ex Ecofarm , lungo il rettilineo che anticipa la frazione.

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