LA PERIFERIA DA RIVEDERE: Strade, strettoie e viabilità da realizzare. Ne parliamo con Morini

Trestina , Fabbrecce, Sansecondo:  la parte a sud del comune di Città di Castello. Frazioni operose e ricche di attività commerciali e industriali che pagano una certa situazione di distacco dal contesto generale, anche a causa di una rete stradale non troppo adeguata. Percorrendo la provinciale 105 (la strada che le collega a Città di Castello)  si ha già la sensazione di entrare in un “mondo” a parte. In alcuni tratti il transito dei veicoli è quasi compromesso dalla presenze di buche che ormai fanno parte del contesto, come la torre cilindrica  alla città. Questa antipatica presenza rende impegnativo per le sospensioni il viaggio  delle auto e quasi impossibile, se non a rischio della propria incolumità, il passaggio con le biciclette. Ma le magagne di questa arteria non sono di certo le sole buche, ormai fatto conclamato e presente in quasi tutte le strade a quanto pare d’Italia. Quello che da anni fa infervorare le popolazioni di queste frazioni sono le note situazioni viarie all’interno degli abitati.   La prima che si incontra percorrendo la 105 strada provinciale è Sansecondo. I residenti della frazione tifernate combattono da sempre contro l’impossibilità di avere una viabilità alternativa che sposti la circolazione in una strada diversa dalla Provinciale, eliminando così quella strettoia brutta, pericolosa e altamente inquinante. Il nuovo piano regolatore ha inserito la deviazione sulla carta, ma già sappiamo che per la sua realizzazione si attendono ancora tempi lunghissimi. E se a Sansecondo una viabilità alternativa è possibile, perché gli spazi per poter “correre” a fianco della ferrovia ci sono,  diverso il discorso per le Fabbrecce, dove invece la necessità di stare sopra la ferrovia è penalizzato dallo spazio inesistente. Ricordiamo che per motivi di sicurezza ogni strada alternativa non può stare sul piano a ridosso dei campi ma deve stare lontana  da eventuali esondazioni del Tevere e quindi sopra la linea ferroviaria, definita come soglia di demarcazione. Quindi ecco che  diventa arduo trovare una soluzione diversa da quella pensata a suo tempo,  del transito alternato all’interno dell’abitato. A Trestina, la frazione più “corposa” da un punto di vista industriale, la situazione viaria è ben più complessa. Riuscire a compattare in un unico disegno la viabilità che porta dalla vecchia zona industriale a quella nuova; e allo stesso tempo realizzare vie di transito adeguate per decongestionare il traffico su via Parini, (e garantire un deflusso verso la zona di Morra e Petrelle), appare abbastanza complicato, ma non impossibile. Su questi temi abbiamo apprezzato l’intervento di Nicola Morini in consiglio comunale. Proprio con l’esponente di Tiferno Insieme  siamo tornati sull’argomento. Morini  ha inquadrato la situazione viaria in maniera più ampia allargandola anche ai percorsi ciclabili e alle varie situazioni che si verranno a creare con al realizzazione di stazioni e insediamenti.  :” Nel PRG parte operativa recentemente adottato dal Consiglio Comunale è venuto a mancare uno sguardo d’insieme su quali possono essere le future dinamiche relative alla mobilità del nostro territorio. Strade, ferrovie e stazioni, piste ciclo-pedonali ecc.

Questo è dovuto soprattutto al fatto che l’approvazione non è avvenuta contestualmente all’adozione del famigerato PUMS (Piano urbano della mobilità sostenibile) che è in via di elaborazione e che avrebbe permesso di chiudere il cerchio intorno ad una tematica fondamentale per la gestione e vivibilità di un territorio.

Siamo ben consci che in fatto di infrastrutture i finanziamenti languono- continua Morini-  ed è sotto gli occhi di tutti la difficoltà con la quale gli enti provvedono alla mera manutenzione dell’esistente. Tuttavia al Piano Regolatore deve appartenere la capacità di prospettare il possibile sviluppo del nostro territorio a medio e lungo termine”.

All’esponente di Tiferno Insieme abbiamo chiesto quale potrà essere lo sviluppo a tempo medio nella zona sud del comune tifernate: “  Per quanto riguarda la zona sud del nostro comprensorio comunale è positiva la conferma del proseguimento della bretella di Trestina dalla rotonda della zona artigianale verso Breccione-Arginella. L’intenzione sarebbe quella di deviare il traffico da e per Badia-Lugnano-Morra senza si riversi su via Etruria; peccato però che manchi la continuazione della bretella che dal passaggio ferroviario a sud potrebbe aggirare la vecchia zona industriale e portare direttamente il traffico sul ponte del Tevere a nord. Questo favorirebbe l’alleggerimento del traffico su Viale Parini sul quale convergono mezzi dall’umbertidese e da frazioni come Calzolaro e San Leo Bastia. In prospettiva quest’ultima frazione assieme e Bonsciano e Petrelle potrebbero essere collegate direttamente alla rotonda della zona artigianale con un nuovo ponte sul Nestore. Prospettare questa viabilità potrebbe dare a Trestina la centralità che merita senza che a questa frazione, odiernamente oberata di traffico, sia negata la vivibilità e la dimensione paese che merita. Positiva è anche la presenza del passante di San Secondo che devierebbe il traffico dalla famosa strettoia peccato che invece la stessa opportunità non sia data alla frazione di Fabbrecce che invece soffre un traffico intenso e sostenuto al suo interno. Infine una nota dolente sul piano di mobilità ciclo-pedonale che tradisce un approccio marginale e non centrale come invece veniva indicato nel documento programmatico del PRG. Questo tipo di mobilità è invece fondamentale per un territorio a misura di bambino e anziano, ecocompatibile, ad “aspirazione turistica” e nella intelligente prospettiva (che nella teoria apparteneva al piano) di collegare piccole frazioni fra di loro per condividere più facilmente i servizi.

 

 

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