DISCARICA DI BELLADANZA: Sopralluogo di Castello Cambia e Tiferno Insieme. “Conferiti rifiuti oltre il previsto”


“Le economie della gestione di Sogepu permetteranno nel 2018 a Città di Castello di tagliare ulteriormente il costo della Tari per le famiglie di un ulteriore 5%”. “Questo – scrivono in un comunicato Nicola Morini e Vincenzo Bucci, rispettivamente dei gruppi Tiferno Insieme e Castello Cambia- l’annuncio del Presidente Goracci e del Sindaco Bacchetta in una recente conferenza stampa sulla base di un improvviso aumento di fatturato di Sogepu. Eppure il Piano Industriale presentato e votato in consiglio comunale in tutta fretta solo pochi mesi prima prevedeva l’esatto contrario. Vi era scritto che se l’affare della Splendorini Ecopartners non fosse andato in porto la tassa locale sui rifiuti sarebbe stata esposta ad un possibile aumento del 6,8% nel 2017 e del 6% nel 2018.
Alla conseguente interpellanza di Castello Cambia, che chiedeva spiegazioni su quanto avvenuto, per ben due consigli comunali la Giunta si è rifiutata di rispondere, adducendo risibili giustificazioni circa il mancato invio di alcuni dati da parte di Sogepu. Come avrebbe fatto allora ad annunciare risultati finanziari di grande rilievo nella precedente conferenza stampa? La verità è che si fatica a rendere pubbliche scelte di gestione della discarica che hanno visto, nel 2017, afflussi di rifiuti molto superiori alla programmazione del piano aziendale presentato in consiglio comunale.
Lo abbiamo capito contestualmente ad un nostro sopralluogo in discarica nel corso del quale abbiamo voluto prendere diretta coscienza della situazione (visto il silenzio della Giunta) e ci siamo confrontati con il Direttore Spazzoli ed il Presidente Goracci.
I fatti – continuano nella lettera- sono semplici: a fronte delle 37 mila tonnellate da conferire nel 2017 (più della metà proveniente da altre società quali VUS Foligno Spoleto) se ne sono conferiti complessivamente ben 90 mila. Un aggravio che ci risulta riconducibile nella quasi totalità dai rifiuti di Gesenu e provenienti da Perugia. Se a questo aggiungiamo i 20.000 rifiuti, risultato delle escavazioni effettuate sulla vecchia discarica per costruire il nuovo impianto di trattamento, allora è facile costatare che in un solo anno di vita la nuova discarica per cui era stata prevista una durata fra i 10-15 anni, sia già piena per ¼. Ci risulta che GESENU abbia finora conferito una quantità di rifiuti che doveva essere spalmata in 10 anni e che rappresentava il medesimo quantitativo che precedentemente il nostro territorio aveva conferito nella discarica GESENU di Borgogiglione. Ora però chi ci garantisce che, anche per volontà dell’AURI, non si superi tale soglia con il rischio che Belladanza diventi la discarica dell’intera provincia di Perugia? Le conseguenze allora sarebbero presto dette: la discarica si esaurirebbe nel giro di pochi anni e non sarebbe più possibile porla al servizio del nuovo impianto di trattamento e compostaggio. A quel punto sarebbe il nostro territorio a dover trasferire altrove i rifiuti non riciclabili con conseguente aggravio di costi.
Pensiamo che vista la complessità della situazione il tema vada affrontato urgentemente nel prossimo consiglio comunale. Conosceremo nel dettaglio: i nomi delle società che hanno conferito in discarica per risolvere il palese fallimento del piano dei rifiuti regionale; a quali costi sono stati conferiti; quando i consiglieri comunali potranno avere visione della la revisione del piano di impresa viste le evidenti modifiche nel frattempo sopraggiunte; perché, visti i risultati finanziari, la riduzione è stata soltanto del 5%; quali ulteriori sviluppi possono riguardare la gestione della discarica”.

LE DUE FOTO SONO RIFERITE ALL’ISPEZIONE DEL 2016 E LA FOTO SUCCESSIVA A QUELLA DEL 2018

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