E/45 : Materiale da discarica per la piazzola crollata. Il senatore Zaffini parla di : “Bollettino di guerra ” e propone Task Force

Si è mossa la Procura, come era auspicabile, per il crollo della piazzola sulla E/45 a Pieve Santo Stefano. dissesto che si è verificato a Pieve Santo Stefano. Un abbassamento del livello di quasi due metri che poteva innescare una vera e propria tragedia. Nei giorni scorsi a margine delle indagini la Procura della Repubblica di Arezzo ha dato mandato ai carabinieri forestali di recuperare parte del materiale con il quale era stata costruita la strada crollata e analizzarlo. Da queste analisi pare sia emerso che il materiale utilizzato per la costruzione di questa parte di strada non sia di quelli che rientrano nei precetti del capitolato. Pare sia stato rilevato alla fine delle analisi che una parte di questo terreno fosse da classificarsi come rifiuto: praticamente materiale di scarto che doveva essere conferito in altro luogo ma non certo per fare da basamento ad un sede stradale. Ora sarà interessante capire quale tipo di rifiuto sia stato utilizzato ( ovverosia se pericoloso, oppure)anche se dalle voci si parla più di scarto d cantiere da conferire in discarica che vero e proprio rifiuto altamente pericoloso. Sulla questione E/45 è intervenuto anche il neo eletto senatore Francesco Zaffini di Fratelli d’Italia, che definisce da bollettino di guerra quello che succede sulla E/45, a cominciare dalle buche. ” in appena ventiquattro ore –
ci scrive Zaffini- oltre cinquanta incidenti, per fortuna nella maggior parte dei casi con soli danni ai mezzi e non alle persone, e centrale della Polstrada in tilt per le richieste di aiuto o di rilevi delle enormi buche che si sono formate sul piano viabile. E non si tratta di episodi isolati. Nei giorni scorsi una piazzola di sosta nei pressi di Pieve Santo Stefano è sprofondata di alcuni metri, senza conseguenze per l’utenza, determinando la chiusura di una corsia in direzione nord. Nel pomeriggio di lunedì le condizioni del manto stradale all’interno della galleria Il Poggio sono divenute talmente critiche da costringere la Polizia stradale di Città di Castello, che detiene la competenza fino al confine con l’Emilia Romagna, a chiudere al traffico la galleria fino all’arrivo dell’ANAS che ha effettuato un rattoppo temporaneo in attesa di interventi radicali di risanamento della strada.
Nella mattinata di martedì l’ANAS ha interdetto al traffico anche la galleria Madonnuccia impraticabile a causa delle enormi buche formatesi all’interno che, in pochi minuti, hanno danneggiato cerchioni e pneumatici di autovetture e furgoni. Risultato: strada completamente chiusa al traffico in direzione sud con uscita obbligatoria a Madonnuccia e rientro a San Sepolcro Nord dopo circa cinque chilometri di vecchia strada e notevole allungamento del tempo di percorrenza.
In pratica sono saltati tutti i “rattoppi” che erano stati realizzati nel corso degli anni in attesa degli interventi di riqualificazione promessi e mai realizzati .
Il Neo Senatore della Repubblica Francesco Zaffini (FdI) non ci sta e tuona:
Ora basta! Gli 1,6 Miliardi finanziati e disponibili per l’itinerario E 45/55 Orte – Cesena vanno subito tradotti in progetti e lavori che i cittadini riescano a toccare con mano in tempi brevissimi. Il progetto di trasformazione in autostrada, del cui sviluppo si sono perse le tracce, al di fuori delle considerazioni sull’opportunità di eseguire varianti fuori sede con costi elevatissimi e consumo di territorio nel cuore verde d’Italia, non può, per il tempo di realizzazione, sostituire l’urgentissima necessità di riqualificare l’unica direttrice di collegamento nord – sud dell’Umbria e delle Regioni attraversate.
Il Senatore fa un nodo al fazzoletto e dichiara il suo impegno a far istituire ad ANAS una cabina di regia unificata espressamente dedicata al coordinamento e al monitoraggio di tutti gli interventi necessari ad eliminare il deficit manutentivo che l’infrastruttura ha accumulato nel tempo e che è, ad oggi, fonte di scarsa sicurezza per gli utenti e deterrente allo sviluppo del turismo e dell’economia di territori già storicamente emarginati dalla rete trasportistica italiana”.

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