DA PIAZZA BURRI alla nuova stazione ferroviaria

L’amministrazione ha in mano una carta da giocare importante per il futuro della nostra città. Il nuovo Prg ormai alla stretta finale fa intravedere quelli che potrebbero essere gli scenari negli anni a venire. Lo snodo di tutto è l’area che va dalla ferrovia alla piazza Garibaldi. In quell’area si gioca molto del cambio di rotta e dell’immagine che verrà data alla nostra città all’esterno. Piazza Burri, la modifica degli ex Mulini, la nuova stazione ferroviaria, da queste nuove operazioni che non dovranno essere scorporate si costruirà la nuova vetrina della città. Lignani Marchesani ha tracciato un quadro ampio su come secondo lui dovrebbe svilupparsi il progetto: ”
Ormai alla stretta finale anche il PRG parte operativa e anche se restano numaerose criticita’ contingenti e’ necessario avere un orizzonte di lungo periodo che prescinda dalle difficoltà di ordine economico attuale. Se per Piazza Burri infatti- scrive Lignani- i tempi potrebbero essere relativamente brevi non la stessa cosa si può dire per l’area ex Mulini dove non si può prescindere da decisioni private e da una forte liquidità disponibile a disposizione degli stessi. Ma, pur non prescindendo da questi parametri, l’ambizione di un polo riqualificato e integrato di natura residenziale, culturale e di servizi e’ condivisibile; necessario però prevedere nell’area anche la possibilità di un’integrazione tra trasporto su gomma e ferro facendo diventare l’attuale stazione ferroviaria anche un terminal per gli autobus. Allo scopo si potrebbe utilizzare tutta l’area adiacente oggi sede di hangar e binari morti inutilizzati ; imprescindibile però avere chiara la vocazione della futura ferrovia e la possibilità per la stessa di ripristinare un trasporto su merci o diventare un’efficiente metropolitana di superficie. In questo contesto è’ condivisibile la previsione di una fermata adiacente all’area ex Mulini destinata prevalentemente a turisti ma è’ necessario prevedere un secondo binario di interscambio affinché si possano prevedere convogli con la sola fermata in quell’area e quelli, prevalentemente in orario scolastico e lavorativo, destinati esclusivamente alla stazione “centrale”. Ridicolo infatti sarebbe una doppia fermata a distanza di 300 metri viste le problematiche dei tempi di percorrenza che hanno affossato la ex FCU. Fondamentale anche il veicolare in appositi eventi internazionali la pubblicizzazione dell’area anche tramite concorso di idee per attirare capitali privati. Ci limiteremmo però all’area ex Mulini considerato che Piazza Burri non può che partire dal disegno del Maestro e dai capitali che intenderebbe investire la Fondazione cui spetterebbe l’impostazione ma su cui i rappresentanti del Comune devono incidere previo indirizzo del Consiglio comunale che li ha eletti. Il PRG – conclude il consigliere tifernate- ovviamente non si ferma a questa area strategica ma nell’immediato visti i tempi di approvazione sarebbe fondamentale un coinvolgimento delle aziende di trasporto su ferro e gomma che insisteranno auspicabilmente in futuro nell’area centrale di Città di Castello”.

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