MALTEMPO: La colpa di non essere ovunque

Il centralino del comune di Città di Castello non smette di squillare un secondo.
L’operatore si guarda attorno allucinato e smista le telefonate a chi è più qualificato di lui a
fornire una risposta. Si parla di neve, di strade da liberare, di accessi da riaprire. Quando cadono i primi fiocchi e le strade cominciano vagamente ad assomigliare ad una torta Paradiso, ecco che si scatena l’inferno. Ci si appoggia al centralino del Comune come ci si siede di fronte alla televisione quando parla il metereologo di turno. All’operatore Si domanda l’impossibile e si aspetta una risposta,credendo che dall’altra parte ci sia uno con davanti l’ampolla di vetro e non la stufetta scaldapiedi regolata al minimo. Di solito si chiede se è percorribile la strada tale dei tali ; ma c’è anche chi azzarda un “ devo partire dopodomani e volevo sapere ”. Ecco allora che l’ampolla si amplia a dismisura sino a rischiare l’esplosione. Alcuni giorni fa un tifernate residente in Canada , esasperato dalle tante lamentele che leggeva su Facebook per dieci centimetri di neve, si è fatto riprendere con la pala in mano a spalare la neve fuori dalla sua abitazione.
E faceva vedere come assieme a lui altri nella sua stessa via, facevano la stessa identica cosa: spalavano; e adombrato concludeva nel video: “ Ecco qui facciamo così ,e non ci lamentiamo”. Purtroppo i casi che reclamano interventi sono spesso diversi e molte sono le persone che magari tutto questo ardore (pala e piccone) non lo possono investire. Ci vengono in mente gli anziani i malati che hanno bisogno di assistenza. La nevicata dell’altro giorno ha messo a nudo quello che è un classico delle terre dove la neve non si fa vedere abitualmente. Quando cala il fiocco bianco ecco che scatta il timore e la paura di chi pensa che la propria auto sia improvvisamente diventata uno skateboard senza freni; paura e timore di chi pensa che andare in ufficio con il tacco dodici sia obbligatorio quanto il costume a Cesenatico d’agosto. Ogni centimetro di neve accumulata diventa un nemico da cui difendersi. E partono gli improperi verso gli operatori comunali incapaci e inaffidabili, e vagabondi. Chi non conosce la macchina pubblica non si rende conto di quanto lodevole invece sia l’operato di chi deve stare su una strada su mezzi spesso fatiscenti, a volte inadeguati certamente non moltiplicabili.Il Comune di Città di Castello dispone di soli due spalaneve e qualche numero in più di autocarri per lo spargi sale e pochi operatori in grado di effettuare i servizi. Non ci si rende conto che essere al confine comunale con San Giustino a operare con lo spalaneve, comporta non essere contemporaneamente a Morra ; ed essere a Marcignano non è la stessa cosa che essere a Marchigliano o a Titta o sopra ancora dove le Marche sono vicinissime. Il territorio comunale è una chiazza immensa che messa sopra la cartina di Torino fa sembrare la città piemontese una piccola frazione di Frosinone. La superfice del comune di Città di Castello è una delle più ampie a livello nazionale. Pretendere di avere tutti gli operai e gli spalaneve a disposizione nel giro di un minuto è impresa impossibile; averli ovunque è biblica. Prendersela con gli operatori non è da sportivi; ma prendersela con chi sponsorizza servizi che poi non può erogare, si.

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