TARI: “La diminuzione da parte di Sogepu è un atto dovuto”. La discarica di Belladanza…

“Le economie della gestione di Sogepu permetteranno nel 2018 a Città di Castello di tagliare ulteriormente il costo della Tari per le famiglie del 5 per cento”. Questo l’annuncio dato di recente dal Presidente Goracci e dal Sindaco Bacchetta di cui non si può che essere soddisfatti sperando oltretutto che saranno favorite quelle famiglie a basso reddito, come indicato dal consiglio comunale, che l’anno scorso non hanno avuto alcun sussidio per “mancanza di risorse”.
Ciò nonostante vale fare alcune precisazione sul “roboante” annuncio. Partiamo da un dato di fatto ineludibile. La progressiva diminuzione della TARI è quasi un “atto dovuto” per un territorio come il nostro che sopporta il carico ambientale di una discarica e da quest’anno anche di un impianto di selezione e compostaggio. È improprio infatti avanzare sempre paragoni con altre città umbre che non si trovano nelle medesime situazioni. Il paragone invece può essere legittimo con Comuni a noi simili per caratteristiche territoriali e nella gestione dei rifiuti per osservare che i vantaggi fiscali finora non sono stati a noi favorevoli: Spoleto ad esempio ha una tariffa di utenza domestica inferiore del 14,8% rispetto alla nostra, che marcherà un’ulteriore distanza nei pagamenti di quest’anno raggiungendo il circa il – 20%. La stessa completezza di informazione dovrebbe essere data nel confronto con Comuni vicini come San Giustino dove le utenze domestiche sono più basse del 9,3% e a Citerna del 20,2% (dati riferibili a tariffe tari del 2016 su pagamenti del 2017, n. 4 componenti per 100 mq).
Stupisce anche il silenzio sulla rinuncia di Sogepu all’acquisto di Splendorini Ecopartners. Stupisce perché, oltre a rappresentare un difetto di pianificazione aziendale, si tace su un Piano Industriale che mesi fa è stato fatto votare al consiglio comunale in tutta fretta e che ancora, nonostante l’evidente cambio di rotta, non è stato aggiornato. Stupisce ancor più perché, documenti alla mano, nel Piano industriale era scritto infatti che se l’affare della Splendorini Ecopartners non fosse andato in porto la tassa locale sui rifiuti sarebbe stata esposta ad un possibile aumento del 6,8% nel 2017 e del 6% nel 2018. Credo che tali improvvise e fortunate inversioni di tendenza vadano spiegate in consiglio comunale ancor prima che in asettiche e autocelebrative conferenze stampa.

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