UMBERTIDE: UNA RACCOLTA FIRME per chiedere le dimissioni del gruppo dirigente del Pd

Con questo appello intendiamo non solo manifestare il nostro profondo disaccordo per le scelte assunte da una parte del partito democratico di Umbertide, partito di cui anche noi facciamo parte come iscritti e militanti ma che oggi non ci vede rappresentati negli organismi dirigenti.
La colpa, a sentire alcuni commenti, sarebbe la nostra che non abbiamo proposto liste alternative nell’occasione congressuale; vero perché abbiamo preferito evitare conte e scontri affidando a chi era stato chiamato a traghettare il Pd al congresso dopo le dimissioni del segretario comunale che non era riuscito a portare a termine il mandato, il compito di farsi figura di sintesi. Giammai il gruppo dirigente anziche allargarsi ha preferito stringersi ulteriormente facendo cadere nel vuoto ogni appello unitario ed ogni richiamo alla responsabilità, anche quando questi erano stati posti in maniera costruttiva dal Sindaco Locchi.
Abbiamo visto tornare di gran moda il termine responsabilità solo quando lo stesso Sindaco utilizzando quella che è una sua prerogativa e cioè la nomina e la revoca degli assessori, ha deciso di sollevare una questione politica e di rilancio dell’azione amministrativa dopo mesi e mesi di appelli inascoltati e della sfiducia subita dalla unione comunale del PD, revocando due assessori. Apriti cielo, immediatamente richiamati a rapporto i 7 consiglieri hanno consegnato le loro dimissioni non in comune nelle mani del Sindaco o meglio ancora sfiduciando lo stesso in consiglio comunale, ma di nascosto presso uno studio notarile.
Al tavolo di confronto convocato dai segretari provinciale e regionale, il Pd si è presentato chiedendo di fare marcia indietro al Sindaco in cambio della riapertura del 20% dell’unione comunale; fosse anche solo per questa proposta che ha evidenziato in modo lampante l’errore commesso dalla segreteria al congresso nel non voler rappresentare tutto il PD, nessuna scelta doveva essere più assunta da questi organismi illegittimi per loro stessa ammissione. Invece questi organismi hanno deciso che l’ accettazione da parte del sindaco di questa proposta di mediazione formulata dal segretario regionale, non fosse in tempo, o non sufficiente ed hanno preferito andare diretti verso la strada del commissariamento del comune aiutati guardacaso dall’opposizione. Consegnare Umbertide alla pagine più triste della sua storia politica è responsabilità che resta nel tempo ed è imbarazzante il tentativo di mettere in capo a Locchi tutta la responsabilità; ciascuno si assuma le proprie ed alcuni ne hanno di grandissime per le scelte fatte negli ultimi anni, mesi e settimane. Se questo gruppo dirigente guiderà il PD alle tornate elettorali politiche prima e amministrative poi sarà impossibile per il nostro partito ottenere risultati positivi; un gruppo dirigente arroccato in un fortino che rappresenta solo una minima parte dei tanti elettori del centrosinistra Umbertidese.
Chiediamo con forza che questo gruppo dirigente si assuma la responsabilità di fare un passo indietro dimettendosi, e che intervengano gli organismi superiori ad operare da mediatori per ristabilire le condizioni per un Pd che sia di tutti ed in grado di affrontare le sfide anche attraverso il commissariamento come avvenuto in altre realtà dinnanzi alla palese incapacità di gestire la situazione. Chiediamo inoltre che i 7 consiglieri del Pd, colpevoli di tale gesto irresponsabile, spieghino a propria voce e non su delega, come hanno fatto per le dimissioni, le modalità e le motivazioni per cui hanno deciso di addivenire a tale atto; lo spieghino agli iscritti e anche agli organismi di garanzia del PD i quali dovranno conseguentemente assumere decisioni concrete nei loro confronti.
La situazione ad Umbertide è gravissima; si può far finta di non vedere e voltarsi dall’altra parte come si è fatto in questi mesi ai tanti e documentati appelli rivolti a tutti gli organismi, arrivati da iscritti ed amministratori di rilievo. Si può far finta che sia tutto sotto controllo anche di fronte al commissariamento dell’amministrazione, ma non si potrà poi dire come in questo caso che la colpa è di uno soltanto; se non si interviene subito la colpa sarà di tutti.

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