LAVORO: la crisi della Nardi coinvolge tutta la vallata

Il 18 dicembre scorso la famiglia Nardi ha ceduto l’89 per cento delle azioni detenute all’inglese
Xete investiment che ha incaricato la società svizzera Anchorage di ristrutturare l’azienda e di
presentare il nuovo piano industriale.
Un piano che a cominciare dai 125 dipendenti della storica fabbrica di macchine agricole fondata
122 anni fa, tutti attendono per capire quale sia il futuro dell’azienda che un tempo fu tra le più
importanti produttrici di macchine agricole del mondo.
E’ passato quasi un mese ma nessuno degli impegni presi al momento dell’acquisto dal nuovo
consiglio di amministrazione è stato mantenuto: non sono stati pagati gli arretrati; qualche
dipendente deve ancora recuperare l’Irpef di luglio, altri le mensilità di ottobre, novembre e
dicembre. Tutti aspettano la tredicesima del 2017.
Quando dopo le festività natalizie i dipendenti sono tornati al lavoro non hanno trovato né
rappresentanti della nuova proprietà né ordini di servizio.
Lo sciopero ad oltranza indetto dai dipendenti è sacrosanto.
La proprietà non deve nascondersi, si faccia vedere e dica chiaramente quali sono le proprie
intenzioni.
La crisi della Nardi è una crisi che coinvolge tutta la vallata.
Non sono sufficienti tardivi attestati di solidarietà di facciata.
Occorre che tutti facciano la propria parte.
Come Liberi e Uguali dell’Alta Valle del Tevere non solo saremo a fianco dei lavoratori in
sciopero ma abbiamo già mobilitato i nostri rappresentanti istituzionali per affrontare i
provvedimenti del caso sia a livello regionale che in Parlamento.
Invitiamo tutti i simpatizzanti e gli iscritti a partecipare al picchetto dei dipendenti in sciopero
davanti allo stabilimento a Selci-Lama.

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