LA MORTE DI ANGELILLO, un po di Città di Castello nella storia del campione argentino

La notizia della morte di Angellillo ha scomodato qualche buon ricordo a chi da giocatore assieme ad Angellillo ci ha passato qualche stagione calcistica. Luigi Bogliari ha avuto questo privilegio essere allenato da i questo campione argentino, amato in tutto il mondo, osannato a Milano e capitato per una combinazione astrale anche dalle nostre parti. Infatti Angellillo ha finito la carriera da giocatore con la maglia dell’Angelana del vulcanico presidente Linguagrossa. Qualche partita in serie D per lui che veniva dal Genoa con un ginocchio troppo in disordine per farlo diventare decisivo in quella stagione sfortunata . Retrocessione e successivo campionato di Promozione con l’argentino promosso allenatore. E nelle file dell’Angelana un giovane Luigi Bogliari a fare da centrocampista metodista. Erano gli albori degli anni 70 , la Promozione era il trampolino verso i dilettanti, l’Eccellenza non esisteva. Bogliari di Angelillo ha il ricordo di un personaggio carismatico: “ per noi giocatori di provincia avere lui come allenatore voleva dire, andare in trasferta ed essere assediati dai tifosi delle altre squadre che chiedono autografi. In ogni città o paese dove andavamo a giocare era la stessa storia. Posso dire senza timore di essere smentito che quel colpo del presidente dell’Angelana fece cambiare completamente la mentalità del calcio nella nostra regione. Di lui ho ricordi chiari: era un guascone amava scherzare, amava le donne, ma soprattutto odiava Herrera, colpevole secondo lui di averlo segato all’Inter. Lo odiava per il feeling che aveva con il presidente Moratti. Ricordo come ora il giorno che Pugliese, l’allenatore, appena esonerato dalla Roma e sostituito con Herrera venne a farci visita all’Albergo a Santa Maria degli Angeli sede del nostro ritiro: tre ore di fuoco a parlare di Herrera e di tutte quelle cose che lo rendevano antipatico ai loro occhi. Comunque da allenatore ci fece vincere il campionato di Promozione poi andò ad Arezzo e da li verso altre piazze. Un personaggio indimenticabile, come le serate a raccontarci di quando dopo un mese di ritiro con l’Inter , passo due giorni interi dentro il casinò di San Remo”. (Luigi Bogliari nella foto del sito Assisi news è l’ultimo in piedi a destra )

Share

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *