FESTA O NON FESTA, PUBBLICO O NON PUBBLICO…ULTIMO DELL’ANNO FLOP ?

Festa o non festa; pubblico o non pubblico, a contarla la gente in piazza non ci siamo stati; certo non c’era l’aria dello spettacolo da “ultimo dell’anno della Grande mela” e sulla qualità lasciamo agli esperti il giudizio. Emanuela Arcaleni e Roberto Colombo di Castello Cambia non si sono trovati d’accordo con la dose entusiastica profusa dai responsabili del settore e del sindaco Bacchetta. ” La pausa natalizia volge al termine – scrivono i responsabili di Castello Cambia- – e lo stralunato storytelling “bacchettiano” dipinge mirabolanti iperboli su grandi successi e impennate turistiche.
“Non sappiamo quale film abbiano visto sindaco e assessore: noi in città c’eravamo e di successi neanche l’ombra! Partiamo dal Capodanno: non solo c’era pochissima gente, ma se ne è andata subito. Mentre in altre città dell’Umbria i cittadini hanno potuto partecipare a iniziative di festa accompagnate a spettacoli di alto valore culturale, a Città di Castello è andata in scena una ripetizione fritta e rifritta di un modello che non riesce più a coinvolgere i tifernati”, afferma Roberto Colombo, coordinatore di Castello Cambia.
“Questo fa il paio con altri fallimenti: il mercatino dell’8 dicembre al Prato è stato un flop totale: neanche una persona. Con grande imbarazzo dei pochi espositori. Ma la responsabilità non è degli organizzatori di questa, come di altre, meritorie, iniziative; la responsabilità è di un’amministrazione che ha svuotato il centro storico, condannandolo a un declino che appare inesorabile. Un’amministrazione incapace di produrre una programmazione attrattiva, di dare slancio alla città non solo nelle iniziative culturali, ma neppure nelle occasioni di svago e divertimento che tradizionalmente sono in grado di coinvolgere tante persone.
Se a questo si aggiunge la mancanza di pudore con cui il sindaco Bacchetta e l’assessore Carletti provano a “intortare” i cittadini, rivendicando risultati inesistenti, beh, siamo di fronte a un capolavoro dell’ipocrisia e della incapacità amministrativa.”
“È il deserto delle idee- rincara la dose Emanuela Arcaleni, consigliera comunale Castello Cambia. In altre città, oltre a feste di piazza partecipate e festose, le amministrazioni hanno messo a disposizione concerti, spettacoli teatrali e pirotecnici di livello, iniziative culturali in grado di attirare giovani e meno giovani, rivitalizzando centro storici e animando le attività commerciali. A Città di Castello il deserto delle idee e delle iniziative ha fatto sì che i tifernati siano rimasti nelle proprie case o siano scappati in altre città. E il futuro prossimo non promette niente di buono: chiunque abbia il coraggio di cercare sul portale gli “eventi” programmati per i prossimi mesi, troverà il deserto. È ridicolo e triste al tempo stesso sbandierare i piccoli incrementi di presenze turistiche come un grande successo, perché questo dato, moderatamente positivo, rischia di essere un fuoco di paglia, a fronte di una programmazione pressochè inesistente. Ma poco altro ci si può aspettare da un’amministrazione che ha chiuso il 2017 vedendo la fine della mostra mobile, della mostra del cavallo, della festa dell’artigianato storico, dei corsi universitari, della linea ferroviaria e che tace ancora sullo scandalo di una biblioteca chiusa ormai da anni. Se a ciò aggiungiamo il progressivo declassamento dell’ospedale tifernate, con il rischio di abbassamento dei servizi e delle prestazioni, come sta avvenendo anche in questi giorni nell’immobilità della amministrazione tifernate, comprendiamo bene quanto le rosee “narrazioni” servano a ben poco e soprattutto siano distanti dalla realtà dei fatti.”

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