IL CIBO CHE NON SCADE MAI. La crisi porta a rivedere la spesa alimentare

Ci si spaventa a leggere certi numeri. Duecentoventiduemilioni di tonnellate di cibo nel mondo vengono buttate ogni anno . In Italia, nel nostro piccolo, pro capite ne gettiamo nel cestino 149 chili in un anno. Numeri da spavento considerando la necessità di cibo e il numero delle persone in continuo aumento che chiede nei refettori della Caritas e di altre associazioni di volontariato un pasto.
Una situazione sempre più drammatica, sottolineata anche dai responsabili di alcune associazioni di volontariato che tempo fa avevano denunciato l’aumento di famiglie tifernati che si avvicinano con delicata vergogna a questo mondo. Le avevano quantificate in mille, avete letto bene , 1000 famiglie del nostro territorio che ogni giorno chiedono allo sportello della Caritas cibo e sostegno economico.
Cifre che lasciano davvero pochi dubbi sulla crisi che la vallata sta attraversando.
Una crisi che si sa bene arricchisce chi ha già capitali, ma porta sempre più al degrado chi si trova in difficoltà. l’80 per cento è sotto i 50 anni. Accanto al cibo che aumenta il disagio chiedono soldi per bollette da pagare.
In virtù di questo fa ancor più scalpore e una certa indignazione venire a conoscenza di quanto spreco esiste nel mondo dell’alimentare. La rivista Consumatori ha denunciato che il 42 per cento dello spreco avviene a livello domestico. Quindi la spesa oculata può dare un segnale importante per cambiare questa triste tendenza che il mondo consumistico ci sta ragalando. In Inghilterra esistono catene alimentari dove addirittura vengono venduti cibi scaduti “E’ roba che va via subito – dichiarano i responsabili- Nessun guadagno per la catena che li mette in vendita visto e considerato il costo paragonabile ai nostri dieci centesimi al sacchetto è del tutto simbolico. “Lo facciamo per combattere gli sprechi “ affermano .
E’ chiaro che si tratta di cibo con l’etichettatura consumare preferibilmente e non consumare entro la data di confezionamento. Si tratta soprattutto di pasta, riso e prodotti in scatola; ma il cerchio si potrebbe allargare anche alla verdura che come affermano: “può apparire sciupata ma non fa certo male”. Anche i supermercati tifernati si stanno avvicinando a questo tipo di operazione. Si cerca di non arrivare alla data di scadenza, lasciando prodotti invenduti. Così si cerca di stoccarli per venderli a prezzi ridotti proprio a ridosso della scadenza e in scaffali a parte. “ E vanno a ruba”, affermano i responsabili, “molta gente viene a fare solo questo tipo di acquisto, risparmiando notevolmente sul costo della spesa” e contribuendo aggiungiamo noi, a diminuire i prodotti che diversamente finirebbero in discarica.

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