Le Piste ciclabili e il BIKE SHARING finiscono in Consiglio Comunale

La perla, ammettiamolo, è stata quella che qualche buontempone ha denominato il minimuro di Berlino; perché da cittadina di provincia un muro vero e proprio non potevamo permettercelo, così per tutelare i ciclisti che in massa sfilavano verso la zona industriale, si è pensato bene di mettere il famigerato muretto in cemento. Per difendere i ciclisti (alzi la mano chi poi alla fine ne ha mai visto uno) che attraversavano tronfi la città da sud a nord e viceversa. Una tutela per il bikerista che sicuro all’ombra del muretto poteva scorrazzare libero nella zona industriale senza essere infastidito da qualche automobilista distratto. Il problema è che ai ciclisti questo muro non è mai servito, perché davvero in pochi hanno inforcato la bici per raggiungere il posto di lavoro; diversamente è servito in diverse occasioni agli automobisti per testare gli airbag delle proprie autovetture, visti quanti per vari motivi ci sono entrati in contatto. Tant’è che adesso il minimuro di Berlino fa mostra di se nell’angolino degli orrori ( o degli errori) che l’amministrazione tiene nascosto, visto che è stato rimosso in gran parte. Sempre per rimanere in tema due ruote arriviamo agli altri progetti che vanno dal Bike Sharing, alle piste ciclabili senza un disegno organizzativo plausibile, presenti nel territorio come cordoni di un gomitolo mai dipanato. Sull’argomento “spidocchiato” da FUORISACCO sono intervenuti il consigliere di Tiferno Insieme Nicola Morini e Luigina Flamini.
“L’amministrazione comunale da tempo sta cercando di attuare un disegno viario che possa rendere la nostra città facilmente fruibile anche attraverso il mezzo ciclabile. Il tentativo, più che condivisibile, si è arenato però di fronte ad interventi poco omogenei e organici oppure mal progettati.
Nel tempo sono stati costruiti tratti di piste ciclabili come quelli che attraversano la zona commerciale-industriale, lungo la bretella apecchiese e spezzoni individuabili in altre zone della città. Bisogna prendere atto però che le piste ciclabili esistenti in città sono usate pochissimo e non costituendo una rete organica e continua sono tutte destinate ad interrompersi e a dissolversi nel traffico automobilistico.
L’amministrazione comunale – continua Morini- nel 2014 aveva dato avvio persino ad un progetto di Bike Sharing (novità introdotta nella rinnovata convenzione con Edarco per quanto concerne la gestione del parcheggio ex Sogema) cui era possibile accedere gratuitamente presentando un documento nel bar attiguo all’Ansa del Tevere. Anche questo però a soli tre anni dall’avvio non è attualmente attivo: non sono più presenti le biciclette a noleggio che, da fonti della stampa, pare siano al momento ferme presso l’officina comunale in attesa di riparazione.
Ciò considerato abbiamo ritenuto utile interpellare la Giunta con iniziativa consiliare per sapere se esiste un progetto complessivo ciclopedonale della città oltre a quello abbozzato nella costituenda Variante al PRG.
Chiediamo di riferire sui costi di costruzione, avvio e manutenzione sostenuti finora rispettivamente per le piste ciclabili e il servizio di bikesharing; sulle modalità di gestione finora adottate per le piste ciclabili e per il servizio di bikesharing e sui motivi per il quale quest’ultimo non è attualmente attivo.
Chiediamo infine di fare una seria riflessione circa l’efficacia degli interventi finora sostenuti e se viceversa l’amministrazione non ritenga urgente individuare nuove modalità di approccio alla mobilità sostenibile cittadina”.

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