La triste impresa di rubare nei cimiteri

Davanti ad una lapide l’unica cosa che si dovrebbe fare è trovare il giusto silenzio, come forma estrema del rispetto. Qualcuno, e non da oggi, di fronte ad una lapide trova solo il modo per osservare quello che c’è da portare via. Di sottrarre quel piccolo segno di affetto che i familiari hanno voluto depositare per ricordare il proprio caro. Succede nei cimiteri di periferia: SanSecondo, Trestina e altri; e in quello di città, dove ogni giorno familiari si lamentano per la sottrazione da parte di ignoti di fiori luminarie ed altri oggetti. Una cosa di una tristezza inaudita. Eppure in un luogo come il cimitero dove la differenza sociale ( per rifarsi a Totò) non esiste, qualcuno pensa di elevarsi trasferendo nella tomba dei propri familiari, oggetti di altri. Così spariscono fiori, oggetti a ricordo di un tempo, piccoli regali: come ad esempio un delicato presepe fatto dalla nipotina per lo zio defunto.Nel cimitero monumentale di Città di Castello sono all’ordine del giorno le situazioni di questo genere. Famiglie che si lamentano per la sottrazione di fiori e luminarie. Una sequela di tristezze che si sommano al dolore e moltiplicano il disprezzo.

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