Bici a noleggio gratuito…sparite. Naufraga il progetto Bike Sharing ?

Non sono passati che soli tre anni dalla messa in cantiere delle biciclette a noleggio alll’Ansa del Tevere, che di quella decina di oggetti ,definite salutari per la viabilità cittadina, se ne sono perse le tracce. Sparite, volatilizzate…rubate ? Si chiedono i soliti curiosi . La risposta , è più banale : i soggetti più importanti, e irrinunciabili, del progetto “Bike Sharing”, sono al momento abbandonate nell’officina comunale in attesa di riparazione.
Passando davanti all’ingresso del parco dell’Ansa del Tevere non si può non notare quel triste e solitario armamentario in ferro riportato fedelmente nella foto : quello è il parcheggio orfano delle sue biciclette. Di certo non sarà una assenza tanto devastante da non far dormire i cittadini, pensiamo da ben altre situazioni familiari presi; ma la domanda, senza chiaramente aspettarsi chissà quale risposta, sorge spontanea: ma l’amministrazione comunale che nel 2014 (non nel 1814) aveva così tanto pompato l’arrivo a Città di Castello di quel Bike Sharing (affitto gratuito di biciclette) come innovativa soluzione per girovagare in bici all’interno della città ora appare tristemente naufragato nel breve giro di un Tour de France; ebbene ecco , l amministrazione che dice ? Per ricordare riportiamo come veniva diramata la notizia dell’arrivo delle bici” a gratis “.
“E’ davvero un’opportunità ricca di messaggi positivi – diceva giustamente Secondi – perché consente di godere di Città di Castello senza la fretta abituale, di fare del bene alla propria salute e a quella altrui, tutelando, contestualmente, l’ambiente che fortunatamente ci circonda e dimostrando che si può usare un bene comune , rispettandolo e preservandolo come proprio, in modo che il suo utilizzo sia e continui ad essere sempre più collettivo”.
Ecco rileggendo quella dichiarazione non ci resta che pensare che ai nostri cittadini del bene della città , dei messaggi positivi, del godere della città in salute …non gliene frega proprio nulla. E quello che Secondi definisce un bene comune si è trasformato per alcuni in un bene personale visto che non tutte le bici una volta ritirate non sono tornate all’ovile sane e salve. Oppure, altra considerazione : Si è esercitato un giusto controllo sull’uso e sulla custodia ? Oppure si è lasciato che tutto andasse a sfacelo una volta realizzato il progetto ?
Ancora Secondi nel 2014 diceva . “Si tratta di una delle novità- che come amministrazione comunale di Città di Castello abbiamo introdotto nella rinnovata convenzione con Edarco per quanto concerne la gestione del parcheggio ex Sogema. Un rapporto disciplinare che si evolve dalla logica del dare e avere (sigh !) , permettendo, in questo caso, di concretizzare un servizio per la comunità a costo zero”. Sarà, infatti, possibile accedere gratuitamente all’utilizzo delle biciclette semplicemente presentando un proprio documento nel bar attiguo all’Ansa del Tevere”. “Un’iniziativa questa che s’inserisce spontaneamente nel pacchetto di azioni che stiamo predisponendo a tutela della sostenibilità ambientale- conclude Secondi- ricordando che non esiste misura eco/compatibile, per quanto raffinata, realmente efficace nei contenuti se non supportata da un’assunzione diretta e consapevole di responsabilità da parte del cittadino utente. Un’adesione convinta, insomma, che in questo specifico caso potremo monitorare con attenzione attraverso “un indicatore sensibile” come quello costituito da modalità d’uso e stato di conservazione delle biciclette”. Così il cosiddetto “indicatore sensibile” , cioè la bicicletta, ha prodotto questo risultato: le biciclette sono state rinchiuse in officina ( non si sa bene se tutte o quelle rimaste) in attesa, magari di un altro finanziamento, per rimetterle in sella.

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