UN PERCORSO NATURALE A COLLEGARE PIU’ TERRITORI

Tevere

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Il turismo al nord Italia e nel nord Europa si è già sviluppato verso i percorsi naturali ciclopedonali. Ne sono stati realizzati di veramente importanti per la loro lunghezza e per la loro bellezza naturalistica. Scorrono a ridosso dei grandi fiumi, e ne seguono il percorso. Abbinati in alcuni casi anche a percorsi denominati percorsi dei Santi che attraversano l’Italia e interessano moltissimo il nostro territorio. Ogni anno è stato calcolato che sono più di 30mila le persone che affrontano questo viaggio, e sono sempre in aumento. Nella giornata odierna il consiglio comunale ha rimesso in gioco e chiaramente in discussione la tanto nominata pista ciclabile che dovrebbe collegare Città di Castello con Umbertide e Montone. Un percorso di grande impatto, ma anche di grandi problematiche relative sia al mantenimento che alla salubrità dell’area adiacente, visto e considerato che in zona insistono su tutto il percorso campi di tabacco. La discussione che si è sviluppata ha toccato anche questi tasti
La pista ciclabile sull’asta del Tevere che abbraccia Città di Castello, Montone ed Umbertide è stata al centro di una mozione approvata con il sì di Castello Cambia che l’aveva proposta, di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Movimento Cinque stelle Tiferno Insieme e l’astensione della maggioranza (Pd, Psi, La Sinistra). Nel dispositivo, integrato rispetto all’originale dal passaggio in commissione con i tecnici, si chiede “una verifica sull’avanzamento dei lavori e sull’eventuale slittamento della data di consegna dei lavori, sulla congruità degli interventi e del progetto specialmente in relazione alle misure di salvaguardia della salute dei cittadini, sul tracciato, un regolamento e certezze sulla manutenzione”.
“Finanziato dal Piano di Sviluppo rurale con 5 milioni di euro, nonostante l’annunciato completamento nell’estate 2016, il progetto non solo non è finito ma presenta criticità, che hanno già provocato una lievitazione di costi di circa 200mila euro per i lavori e di circa 40mila euro per il direttore dei lavori” ha detto il consigliere di Castello Cambia Emanuela Arcaleni, presentando la mozione all’assemblea: “Insieme all’esborso consistente di denaro pubblico – circa 2 milioni, per le dotazioni, strutture per pesca sportiva, osservazione faunistica e l’area protetta della zona umida presso i Laghi Spada – il percorso mostra problematiche; non c’è la segnaletica verticale; condividendo in molti punti la sede con le strade vicinali soffre del passaggio di moto da enduro e di mezzi agricoli usati per le coltivazioni limitrofe; nel tratto in cui confluisce nella pista del ruzzolodromo è impraticabile, inoltre risulta esposto agli effetti dei fitosanitari e dei concimi usati nei campi di tabacco a ridosso del percorso”. “Abbiamo riscontrato incongruità progettuali tra cui il punto in località Coldipozzo e a Montone. Potremmo vantarci di avere la prima pista nera ciclabile d’Europa. Manca completamente una specifica segnaletica che guidi ai principali luoghi storico-culturali. Verifichiamo, approfondendo l’argomento anche in commissione e correggiamo finché siamo ancora in tempo”.
L’assessore ai Lavori Pubblici Luca Secondi ha iniziato dalla fine: “Colgo la disponibilità ad andare in commissione. Dal punto di vista tecnico, il tracciato è stato approvato nel 2015 in conferenza dei servizi. Gli agricoltori sono tenuti a misure specifiche nell’utilizzo dei fitofarmaci per la prossimità della pista. Esiste una regolamentazione che consente la salvaguardia. La progettazione non è stata legata alle coltivazioni, che possono mutare nel tempo. Chiarendo con una relazione tecnica i singoli aspetti, Secondi ha concluso con due aspetti di carattere più generale: “La convivenza con chi opera all’interno del territorio, che ritengo auspicabile. Rispettare le norme deve essere un principio specifico. Non dobbiamo inoltre dimenticarci che è un parco naturalistico e che alcuni aspetti sono connessi all’habitat di un parco fluviale. Dobbiamo adeguarci alla natura del territorio e non viceversa. Il ruzzolodromo è stato finanziato per rinaturalizzarlo non per renderlo accessibile all’uomo. Correggiamo la percezione e approfondiamo in commissione”. Il capogruppo del Psi Vittorio Morani ha allargato lo sguardo: “Ben vengano le piste ciclopedonabili, tanto meglio se finanziate con il Piano di Sviluppo rurale. Occorrerebbe uno sforzo maggiore per studiare percorsi diversi e alternativi, ad esempio fino Fontecchio lungo il torrente Scatorbia, dato che tale possibilità è inserita nel piano regolatore parte Strutturale. Le richieste della mozione sono legittime, parliamone in commissione. Una volta ultimata sarà un elemento di valorizzazione”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, ha parlato di “una grande variazione di spesa, il 130 per cento in più rispetto all’inizio, da 800mila a quasi 2 milioni. Il termine pista-nera è adatto. Abbiamo effettuato un sopralluogo: il cementino è instabile. I cartelli avvisano che lungo la pista è zona di caccia. Facciamo una gita e rendiamoci conto”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha sottolineato che “quello che abbiano scritto è frutto di una ricerca su campo. Il progetto è carente: ci sono scelte incomprensibili. Le strade vicinali diventano strade del tabacco. E’ migliorabile, facciamolo”. Luciano Tavernelli, consigliere del Pd, ha detto che “alcune verifiche possono essere fatte, come sul ponte ciclopedonale sul torrente Soara. Le sollecitazione della mozione sono recepite. Pensiamo al progetto ma anche a come collegarla ad altri itinerari tematici come quelli legati a Francesco. Andiamo in commissione con tutti i soggetti interessati”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, è intervenuto a sostegno della mozione e della commissione: “Giusta l’analisi del problema proposta da Tavernelli e l’estensione ad altri percorsi. Lo sviluppo di un turismo ciclocpedonale sarebbe una delle dinamiche più interessante per la nostra Valle, essendo una tipologia che al Nord va moltissimo. E’ un’occasione da non perdere, visto che si investe tanto denaro”. Nella replica Arcaleni ha detto “la fine è prevista con il 2017: facciamo una verifica prima. Non c’è traccia di molti elementi ritenuti importanti dagli interventi e di obblighi reciproci. Se lo faremo in commissione, sono d’accordo con tale passaggio e cambio la mozione. I tempi sono brevi”. Secondi ha aggiunto che “i lavori sono una cosa, la gestione della pista un’altra. La pista non è cementata. I cacciatori non sono un problema e in alcuni punti è persino vietata. Riguardo alla variante, alcune modifiche sono state fatte in partecipazione con i soggetti coinvolti dagli espropri. L’Amministrazione è disponibile al confronto in commissione”. Nella dichiarazione di voto, Tavernelli ha proposto di non votare e di prendere la mozione come base per la commissione; Gasperi ha invitato al voto, modificandola con l’impegno in commissione. Bisogna prendere un impegno politico”; Bucci: “Verifica con tecnici e altri soggetti interessati in commissione entro un mese”.

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