La città FANTASMA

Quando nell’aprile del 2012, l’equipe di Daniele Gullà ha effettuato le rilevazioni fonometriche e alcuni monitoraggi acustici all’interno della Cannoniera ha rilevato suoni e immagini. Inoltre, dopo una sequenza di tre scatti , in banda ultravioletta e infrarossi, una figura nettamente femminile. Ebbene Gullà non si immaginava che di li a poco altre presenza avrebbero fatto capolino in luoghi e posti non molto distanti dalla residenza della Sora Laura in Vitelli. Anime che reclamano rispetto per gli spazi che un tempo occupavano se ne trovano anche a breve distanza , percorrendo le antiche strade di Città di Castello, assaporando l’odore dei vicoli. Basta fare pochi passi e di androni che urlano presenze antiche sono li ad attendere che qualcuno li nobiliti nuovamente. Sono gli spazi del Vecchio Ospedale , dove vecchio sta per vetusto, abbandonato, non più voluto. Quindi diamogli questo appellativo, senza scomodare l’antico, anche se di aurea antica se ne respira tanta in quell’area. Comunque il vecchio Ospedale fa parte di quelle opere ,se vogliamo :architettoniche, abbandonate. Sostituito dal nuovo Ospedale negli anni 2000,a reclamare il nuovo secolo che arrivava. E’ ancora il monumento del rione Prato, angolo rione Mattonata, come direbbero i più recalcitranti attaccanti delle storie rionali, e da quel giorno ha detto addio alle attenzioni che aveva precedentemente. Qualche visita notturna da parte di qualche benintenzionato a voler rivedere sale di passaggio , stanze a ricordo di gioie e dolori li passati, prima dell’anonimato più assoluto. Scuola, caserma, uffici comunali; proposte di nuova collocazione tante, fatti in realtà, pochi. Come succede spesso in questi casi. E così l’Ospedale antico rimane statuario e immobile a dimostrare presenza, con orgoglio di chi il suo lo ha saputo fare in duecento anni di storia. Fantasmi sicuramente gravitano anche dalle parti del cinema Vittoria ,altra opera semiabbandonata. Prima cinema e teatro, poi centro commerciale, poi ancora edilizia: ora solo una voragine aperta nel cuore di via San Florido. Presenze da Ghostbuster anche qui. Passare per verificare. E ci si incammina vero la piazza centrale dove la fortuna di essere appunto centrali ne favorisce l’attenzione, ma al momento solo quella e qualche chiacchiera da consiglio comunale, unite a quella da bar. Così, se l’ospedale non trova amatori: le mura della vecchia Garibaldi , dei molini Brighigna e vecchio consorzio per arrivare alla piazza ,in qualche modo pare che di attenzioni ne abbiano raccolte. E questo grazie al progetto tanto sbandierato, ma ancora tutto da vedere , di piazza Burri.
Ecco se piazza Burri dovesse partire tutto quello che ruota attorno all’area di piazza Garibaldi /via Lapi, verrebbe di fatto stravolto. In meglio direbbero in molti. Intanto però tutti questi edifici menzionati fanno parte ( assieme ad altri non meno importanti, ma forse soggiogati da una posizione meno strategica sul territorio), di una serie di monumenti fantasma che devono uscire da questa ombra per ritornare a vita propria. Come, non si è ancora capito bene , anche se grazie all’accesso ad esborsi economici di stati stranieri (soprattutto per piazza Burri) i passaggi potrebbero essere meno lenti di quanto si immagini . Il mensile l’Altrapagina ha sulla questione urbanistica realizzato proprio nel numero in edicola in questi giorni una bella e dettagliata inchiesta. Si parla degli edifici menzionati sopra, ma anche di Asilo Cavour, di cinema Eden della Fornace di Riosecco, della palazzina Liberty della Montesca , della scuola restaurata per l’ospitalità e abbandonata. Senza dimenticarsi delle molte scuole che hanno bisogno di cure ed interventi. Insomma un patrimonio notevole all’interno di una città che non ha bisogno di ricercare spazi, ma di recuperarli si .

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  1. Roberto klaus Zafferani

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