LA DISPERAZIONE del Pronto Soccorso

pronto-soccorsoLa faccia sofferta della dottoressa con il camice amaranto la dice lunga sulla giornata che si preannuncia. Sono appena le dieci della mattina e la corsia di accettazione del Pronto soccorso di Città di Castello è già piena. Anziani appoggiati su stampelle, giovani accompagnati, persone di ogni età sfilano lamentando acciacchi di ogni tipo. Una fila compatta, silenziosamente lamentosa, rispettosamente attenta alle comunicazioni che arrivano, speranzosa di vedersi chiamare per essere prese in considerazione. L’attesa oltre a non essere felice è lunga e stressante per chi porta dolori. Ti aggiudichi un codice e attendi; se prendi il verde od il giallo devi sperare che non arrivi un codice più “importante “(rosso) che scombussola la fila e ti riporta punto da capo. Insomma un girone infernale che non finisce mai. E intanto raccogli lamenti, ascolti dolori, ti fai una cultura di tutti i mali della stagione e di quelli delle stagioni che verranno. E passano le ore: tre, quattro, cinque, sei: una giornata intera. Una fila infinita di sospiri. E la sala d’attesa assomiglia sempre più a quella di una stazione di servizio, ma dentro non c’è gente che aspetta in attesa di un viaggio, ma persone che hanno bisogno di cure: delle più disparate. La gentilezza del personale è disarmante: lo sguardo buono di fronte al disagio . Qualcuno dopo ore abbandona, rinuncia alla visita, riconsegna stizzito il foglio. Un anziano rosso in volto, bisognoso di una visita da un dermatologo, se ne va, non prima di avere mandato una serie di accidenti al medico, crediamo l’unico, che ci mette la faccia dentro allo sgabuzzino del pronto soccorso. L’operatore capisce e forse fa finta di non sentire, sembra un gesto di comprensione tra disperati. Già perché i disperati non sono solo i pazienti che si lamentano, ma gli stessi medici (anzi , lo stesso medico) che deve sorbirsi, immaginiamo, ogni santo giorno, questa sequela di situazione da girone dei dannati. Disperati sono anche gli infermieri che tamponano forse una situazione al limite. Forse viene usato male il Pronto soccorso dall’utenza ? forse viene sfruttato come una porta più pratica prima della visita da uno specialista ? può essere . Va però da sé che forse del personale in più per gestire i vari codici non sarebbe male: e non lo diciamo noi malati di passaggio: ma lo dicono gli stessi operatori, sicuramente stanchi di fare da schermo alle ingiurie dei pazienti.

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