TRA STRADE E FERROVIA L’ ALTOTEVERE …AVANZA

Ferro e asfalto. Gioia e dolori per la nostra economia spicciola e importante. Quella spicciola del pendolarismo errante che cavalca (va) il bisonte ferrato e quella importante vale a dire di quell’industria che di quel bisonte ne avrebbe avuto bisogno per solcare verso altri lidi con i prodotti del proprio territorio. Vecchi, ma sempre validi studi, affermavano che la nostra economia non poteva combattere con quella di altri territori italiani meglio serviti per una questione, anche , di costi di trasporto. Tutto questo intoppo rimarrà , anzi verrà amplificato visto i sobbalzi e i progetti forse zoppi che vengono avanzati in questi tempi. La E78 decolla a metà.Le grida di giubilo alla presentazione del lavoro si subito strozzate in gola dopo avere visionato il progetto(ino) divulgato . Quei famosi 15 chilometri …di “sudore e sangue” che dovrebbero scavalcare la vallata e collegare la Toscana alle Marche, sino a sfociare nell’Adriatico.
Se consideriamo il tutto alla fine per l’abitante in loco poco cambia, se sul suo territorio la strada più che un autostrada assomiglia ad una vecchia comunale: alla fine l’importante è che a Fano ci si arrivi; che quella galleria (La Guinza) diventata famosa quanto la mano di Maradona all’Inghilterra sia percorsa sia ad andare che a tornare, il resto sono bazzecole. Già perché di quelle alla fine si parla e poco importa se pare che nel suo incedere pomposo da Grosseto (quattro corsie a carreggiata larga spartitraffico in cemento ultima generazione, e autogrill come nemmeno l’autostrada del Sole al suo esordio schierava), l’automobilista di passaggio si troverà, appena entrato in Umbria, ad affrontare una sorta di gimcana con rotatorie e restringimenti, per percorrere quei famosi 15 chilometri di sudore e sangue. Il perché sinceramente non sì è capito…o forse si immagina, ma resta la domanda che darà valore alla decennale protesta degli ambientalisti…ma alla fine era proprio necessario farla questa strada ? E a contorno di questa storia c’è il comunicato di Articolo Uno , Movimento democratico e progressista, che ironicamente afferma : ” cuor contento il ciel l’aiuta”, tanto per sottolineare che alla fine la montagna ha partorito un topolino. Per fortuna c’è la ferrovia che ci rinfranca e ci fa sperare che l’Umbria si arrocchi a difesa delle sue armi di comunicazione.”I treni ferroviari Intercity che attualmente servono il territorio umbro non verranno soppressi perché, pur registrando perdite economiche rilevanti, sono stati inseriti nel perimetro del nuovo Contratto di servizio di media e lunga percorrenza 2017- 2016 in quanto svolgono una funzione prevalentemente sociale ”
E’ quanto ha affermato il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini ad un’interrogazione presentata dall’on. Giampiero Giulietti e dai parlamentari umbri del PD. Dal Ministero hanno spiegato che la quasi totalità dei servizi Intercity è inserita nel contratto di servizio stipulato tra Trenitalia e lo Stato, secondo il quale il secondo eroga corrispettivi in coerenza con quanto stabilito nel piano economico – finanziario che vanno a sopperire le perdite registrate da Trenitalia. Tali collegamenti ferroviari hanno infatti una valenza soprattutto sociale per il servizio essenziale che offrono ai pendolari, pertanto, pur essendo non economicamente sostenibili in regime di mercato, vengono garantiti dallo Stato in base a quanto previsto dal nuovo Contratto di servizio di media e lunga percorrenza 2017 – 2026. Della serie il servizio verrà garantito…e non ve lo faremo neppure pesare

Share

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *