ARRIVANO LE SENTINELLE ANTI-BULLO NELLE SCUOLE TIFERNATI

Sentinelle “anti-bulli” in ogni scuola. Parte da Città di Castello, da Villa Montesca, sede delle innovazioni educative di Alice Hallagarten e di Leopoldo Franchetti, la certificazione europea delle scuole contro il bullismo . E’ questo il risultato più importante della Quarta Conferenza Internazionale della Rete Europea Anti-Bullismo (EAN), in corso di svolgimento da questa mattina, a Città di Castello, organizzata dalla Fondazione Hallgarten Franchetti Centro Studi Villa Montesca, socio fondatore della rete. L’evento ha riunito le organizzazioni aderenti ad EAN (prima rete antibullismo europea, con il suo presidente Costas Yannopoulos), membri del Parlamento, attori istituzionali, mondo accademico e rappresentanti degli enti locali e regionali, nonché professionisti ed esperti attivi nel campo della protezione e dei diritti dei minori. Gli interventi degli esperti hanno permesso di esplorare le nuove forme di bullismo, dal cyberbullismo all’hate speech, e di verificare quali sono gli strumenti esistenti di prevenzione e intervento. Sono state ampiamente analizzate le conseguenze di tali forme di violenza sui bambini e giovani ed è stata lanciata, proprio dalla Fondazione Villa Montesca, la prima certificazione europea contro il bullismo nelle scuole. Il fenomeno, è stato sottolineto nel corso dell’incontro da Maria Rita Bracchini, Vice-Presidente Ean, responsabile Area Europea – Fondazione Hallgarten Franchetti Centro Studi Villa Montesca, per troppo tempo sottovalutato, presenta dimensioni inquietanti: circa il 22% di ragazzi europei (il 20% di quelli italiani) dichiarano di essere stati vittime di bullismo (il 9% è avvenuto online) e molte delle vittime non ne parlano proprio. In Italia, il 79% degli atti di bullismo avviene a scuola. Il 51% dei ragazzi ha assistito a questo tipo di episodi. Gli studi riportano che il bullismo è presente nel 49,9% delle classi italiane. E il cyberbullismo, il bullismo online, è ormai riconosciuto come la maggior fonte di angoscia degli adolescenti nativi digitali. Quasi la metà degli adolescenti italiani (45,5%) ha subito personalmente o ha un amico che è stato vittima del fenomeno del cyberbullismo. Altri dati allarmanti: 53% dei ragazzi rende pubblica la mail personale; il 20% posta online il numero del cellulare e il 55% condivide con estranei informazioni personali e anche fotografie. Solo 17 ragazzi su 100 informano un adulto (genitore o insegnante) della violenza. Il resto ne parla con un amico o un’amica, 1 su 10 subisce senza far nulla e il 3,2% denuncia (con i genitori) alla polizia postale. Numeri che portano a una conclusione: si tratta di un fenomeno sommerso (nel 70% dei casi). Fra presenze significative al convegno internazionale di Città di Castello non è certo passata inosservata quella di Paolo Picchio che dal gennaio 2013, quando Carolina sua figlia di 14 anni di Novara, si è tolta la vita proprio a seguito di un atto di cyberbullismo, gira le scuole di tutta Italia ad incontrare i ragazzi e a parlare della sua esperienza, a rinverdire un dolore inimmaginabile con un unico obiettivo, che è “quello che è successo a Carolina non deve accadere a nessun altro. Mai più”. Picchio ha parlato dell’esperienza del Centro nazionale sul cyberbullismo della Casa Pediatrica del Fatebenefratelli di Milano. “La certificazione non è concepita come un progetto che dura un anno scolastico, ma come parte del continuo impegno della scuola contro il bullismo” – ha precisato Fabrizio Boldrini Direttore della Fondazione. “Sebbene la componente della prevenzione sia fondamentale da sola non può eliminare il bullismo dalle nostre scuole: a questo scopo sono necessari anche strumenti da utilizzare quando i casi di bullismo e di vittimizzazione si sono già manifestati, oltre ad un costante monitoraggio dei cambiamenti che avvengono nel tempo.” A seguito di un confronto fra gli esperti europei, la senatrice Elena Ferrara (prima firmataria della legge contro bullismo e cyberbullismo) e la Presidente della Commissione Giustizia Donatella Ferranti, entrambi relatrici al convegno, è stato stabilito che la certificazione europea riprenderà alcune innovazioni della legge, in particolare verrà proposto a tutte le scuole europee di adottare la misura del “Prof” antibullsimo in ogni istituto scolastico. Anche il Professor Peter K. Smith (un’autorità mondiale in questo settore) presente alla “Montesca” ha condiviso gli aspetti teorici del progetto, fornendo preziosi contributi alla sua realizzazione. “Siamo orgogliosi di ospitare nella nostra città e al Centro Studi Villa Montesca – hanno dichiarato il sindaco Luciano Bacchetta e l’assessore alla cultura, Michele Bettarelli – un evento di portata internazionale che affronta una questione sociale che coinvolge tutti a vari livelli e nei confronti della quale bisogna rispondere con misure e progetti adeguati. Villa Montesca e Città di Castello si candidano a divenire punto di riferimento internazionale per la formazione dei docenti e la prevenzione e contrasto al cyberbullismo e bullismo”. Anche l’assemblea legislativa regionale e la giunta regionale dell’Umbria, rappresentate dalla presidente Donatella Porzi e dall’assessore alla cultura, Fernanda Cecchini, hanno manifestato soddisfazione per l’ottima riuscita di un evento che “pone Città di Castello, il centro studi Villa Montesca e la regione al centro di una rete virtuosa di progetti ed interventi concreti per affrontare una piaga sociale che non risparmia nessuno.” L’assessore Cecchini ha poi fatto riferimento ad un recente “protocollo per la prevenzione e la lotta ai fenomeni del bullismo e delle devianze giovanili”, sottoscritto lo scorso mese di Febbario con la Prefettura di Perugia in collaborazione con le forze dell’ordine, Corecom, associazioni e strutture sanitarie. “Coinvolgere il mondo della scuola, gli insegnanti, i ragazzi, nella prevenzione e nel contrasto del bullismo è la strada giusta – ha dichiarato il deputato Walter Verini – e la proposta della Fondazione è davvero importante. Anche perché si inserisce nello spirito e nel contenuto della legge approvata dal Parlamento. Il fenomeno del bullismo è particolarmente odioso, non solo perché rappresenta un fallimento educativo, ma perché spesso viene esercitato verso soggetti più deboli e fragili. Un grande lavoro di prevenzione – ha concluso Verini – è dunque fondamentale, anche se occorre ragionare su forme di contrasto per il cyberbullismo.” Il Presidente della Rete Ean, Costas Yannopoulos e la Vice-Presidente Maria Rita Bracchini hanno annunciato che una prima sperimentazione verrà fatta nel 2018 grazie ad un contributo del governo olandese è coinvolgerà una prima tranche di 6 paesi, tra cui l’Italia ed ovviamente Città di Castello

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