DA CASTELLO ALLA SICILIA, SI RITROVANO DOPO 33 ANNI

Non c’è stato bisogno di scomodare Einstein per scoprire che, mai come in questa circostanza, il tempo e lo spazio sono davvero concetti relativi. 33 anni? Sembravano 15 giorni fa…Mille chilometri, e per qualcuno anche tremila? Macchè, venivano da dietro l’angolo… Sì, non esistono limiti quando a trionfare è l’amicizia, e la voglia di trascorrere qualche giorno assieme come tanto tempo fa: i militari del lontano 1984 a Sulmona, e poi Spoleto, nello spirito e nell’animo sono sempre ragazzi, pure se il tempo è passato per tutti! Stiamo parlando dei tifernati e dei siciliani che condivisero quell’esperienza, lì per lì non troppo piacevole, ora ‘rivisitata’ in positivo specie alla luce del fatto che da qualche mese ci si è ritrovati. Già si disse del blitz in Altotevere, un paio di mesi or sono, di 4 figli dell’isola, in occasione della riunione conviviale dei commilitoni umbri: in quella sede si stabilì che verso la fine di aprile alcuni di Città di Castello si sarebbero portati per alcuni giorni nella bella Palermo, ma francamente sembrava più una ‘boutade’ che una concreta possibilità. Ed invece… già, mai sottovalutare quelli del 9’ scaglione 84 (ed è questa l’esatta denominazione del gruppo su Whats app, oltre 250 membri anche da Toscana, Puglia, Lazio, Lombardia, addirittura dalla Germania): se si mettono in testa una cosa, la portano a compimento, anche quando le difficoltà -logistiche, ‘tecniche’, ambientali- sembrano insormontabili… Son partiti in 9, tanti, ma potevano essere ancor di più se non si fossero registrati defezioni… obbligate (chi è diventato nonno proprio ora, chi aveva qualche problemino di salute, chi era momentaneamente all’estero): a Riccardo Garaffini, Paolo Malatesta Pierleoni, Roberto Splendorini, Giulio Gaggioli, Fausto Boriosi, Giuseppe Guerri, Moreno Locchi, Massimo Calderini, Renato Borrelli non li ha spaventati nulla e nessuno! E così son volati… in braccio, è il caso di dirlo, a Sebastiano Lepore, Fulvio Mancia e Pasquale Stallone che li attendevano frementi all’aereoporto “Falcone e Borsellino” (dei “fab four” che vennero su mancava soltanto Nicola Alleca, bloccato nel varesotto, ove risiede attualmente, per questioni lavorative): baci, abbracci, e via ad un ‘tour’ frenetico di 3 giorni, fatto di visite ai luoghi simbolo della città e dei dintorni (come la cattedrale, il mercato di Ballarò, il duomo di Monreale e tanti altri), siti turistici dall’incomparabile bellezza (Mondello e Monte Pellegrino, per dirne appena un paio), mangiate pantagrueliche con assaggi, si fa per dire, di ogni specialità locale nessuna esclusa (cannoli, cassate, tutta la pasticceria sicula possibile ed immaginabile, nonché il mitico pane ca’ meusa, ed un indimenticabile polpo bollito alla Vucciria). Ma soprattutto due eventi gli umbri si porteranno a lungo nel cuore. Anzitutto l’incontro con tanti altri siciliani non del capoluogo, che dalle lontane provincie di Messina, Catania, Agrigento, si sono man mano portati all’ombra di S.Rosalia per salutare i vecchi amici. Chi è rimasto un giorno, chi mezzo, chi poche ore -per tutti citiamo Rosario Mosa, che il mattino seguente all’alba doveva ripartire per la Germania dove vive, ma non si è preoccupato di sobbarcarsi 250 chilometri all’andata ed altrettanti al ritorno per rivedere i suoi ‘compari’ di Città di Castello-. E poi le due notti ospiti di villa Lepore a Casteldaccia, al mare, in 13 a dormire su due piani: è stato come ritrovarsi in quelle camerate inospitali della caserma “G. Garibaldi”, fra lazzi, scherzi, sfottò, con oltre 6 lustri -si direbbe- trascorsi invano… Quando a Punta Raisi ci si è salutati, più d’uno aveva il classico groppo in gola, lo stesso -con qualche lacrima, diciamola tutta- provato più volte abbracciando gli amici di fuori Palermo che se ne tornavano dalle proprie famiglie: eppure la malinconia deve essere bandita, in quanto ciascuno ha convenuto che questo sarà un inizio, non un epitaffio. Magari con la collaborazione delle istituzioni, chissà: già, dato che tale gemellaggio… di fatto merita (non credete?) di venire allargato ai massimi livelli! Auspice, per esempio, la compagnia teatrale di cui fa parte l’ispettore della Polizia municipale rosanero Arturo Mollica, la quale ben volentieri includerebbe l’alta Umbria nella propria stagione: ne parlerà con il suo assessore alla cultura, e lo stesso faranno (col proprio) i tifernati. Ponti non muri, è uno slogan assai di moda ultimamente: in questo caso si proverà ad attuarlo in concreto. E potrebbe nascerne qualcosa di veramente ragguardevole…

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