SULLA MOSCHEA CITTA’ DI CASTELLO NON CHIEDERA’ NULLA AD UMBERTIDE

neve-umbertide-lidoCon tre voti favorevoli (Cesare Sassolini, Marcello Rigucci e Davide Pazzaglia) e 15 contrari il consiglio comunale di Città di Castello non ha appoggiato la proposta di avere direttamente dal sindaco informazioni sulla annunciata costruzione di una mosche ad Umbertide, contenuta nell’ordine del giorno del capogruppo di Forza Italia Cesare Sassolini.
Il consigliere ha introdotto il documento sottolineando come a suo avviso “il progetto di una moschea vera e propria, con tutti gli elementi architettonici classici di questo tempio, come il minareto, è motivo di preoccupazione tra i cittadini perché costituisce un forte richiamo per i musulmani di tutto il Centro Italia, disincentivando i processi integrativi a causa dell’alta concentrazione di fedeli che verosimilmente si registrerà ad Umbertide e dintorni. Nessuna preclusione alla libertà religiosa – ha aggiunto Sassolini – ma la possibilità di approfondire in commissione alla presenza del sindaco Marco Locchi il progetto, i finanziamenti relativi,chi saranno i gestori e quale tipo di vigilanza è prevista per evitare che la moschea diventi attrattiva per persone pericolose o porti ad una sorta di autoesclusione dei musulmani dal contesto a favore di questo microambiente più familiare”. Un no deciso alla proposta è venuto da Roberto Colombo del Gruppo misto, che, invocando l’articolo 19 della Costituzione ha definito il documento “carta straccia. Le istituzioni non devono agitare fantasmi ma fare crescere la tolleranza e l’accoglienza. Ai musulmani dobbiamo la stessa libertà di culto su cui possiamo contare noi grazie alla Costituzione, a prescindere dalla reciprocità”. Sulle stesse posizioni il capogruppo del PSI Marco Mearelli, che ribadito come “il Comune in questi casi deve procedere solo alla congruenza urbanistica senza addentrarsi in valutazioni che il qualche modo avallano l’equazione musulmano-terrorista”. “In primo luogo Città di Castello non può intervenire su decisioni che riguardano un altro comune” ha detto il capogruppo del PD Gaetano Zucchini, sostenendo, dati alla mano “che i luoghi di culto islamici in Umbria sono sottodimensionati rispetto alla media italiana, 18 a 729; la Corte Costituzionale ha ribadito la necessità di costruire moschee in nome della libertà religiosa e la moschea di Umbertide è un progetto che parte da lontano, giungendo a conclusione dopo vari passaggi di tipo urbanistico. Rigettare la proposta è inevitabile, non per buonismo ma per mancanza di presupposti giuridici, il limite di competenza del comune è il territorio, sia pratici perché seguire l’onda politico propagandistica non aiu-terà l’integrazione”. Anche Gionata Gatticchi del Pd, con un lungo excursus sulla laicità dello Stato italiano, ha posto l’accento “sulla scortesia istituzionale che il comune avrebbe nei confronti di Umbertide, dando seguito ad una ipotetica convocazione del sindaco o chiedendo un surplus di controllo e di vigilanza”. D’accordo con Sassolini, si è detto invece il capogruppo della Lega Nord Marcello Rigucci che ha lamentato “la non reciprocità dei trattamenti e delle libertà riconosciute tra italiani e musulmani”. In conclusione di dibattito, il sindaco tifernate Luciano Bacchetta, definendo impraticabile la convocazione di un sindaco da parte di un altro, ha ricordato la differenza “tra il centro culturale che ospitiamo in città ed una moschea. Chi dice che c’è mancanza di reciprocità non solleva un quesito banale – ha detto – ma l’unico modo per difendere e diffondere i valori occidentali, nati dalla Rivoluzione francese, è non retrocedere dalle libertà che garantiscono a tutti, anche a chi, nel suo paese, le nega. I diritti hanno dalla loro parte la forza della ragione che vince sulle resistenze ed i pregiudizi. La nostra società non sarà ideale ma è quella con meno imperfezioni, dobbiamo mantenere i suoi caratteri non stravolgerla, dato che movimento delle religioni e dei popoli è inevitabile”. Relativamente alla moschera, il sindaco ha precisato che “ad Umbertide la nuova costruzione va a sostituire un precedente luogo di ritrovo già attivo da anni. Nel nostro centro storico c’è un centro islamico, che è un riferimento anche per la Questura ma che è frequentato da appena un decimo dei musulmani residenti”.

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