CALCIO: Perchè sempre girone toscano ? La grande moria delle squadre umbre

CATTIVIPENSIERI3
LA GRANDE MORIA
di Alfred Mezzaluna

I dati relativi alla moria delle squadre umbre in Serie D sono da brividi ( sportivi si intende ). Nelle ultime 4 stagioni agonistiche del Campionato Nazionale Dilettanti Girone E, e non si puo’ sbagliare Girone E, si perche’ l’inserimento nel Girone D o nel Girone F per le Società umbre sembra essere un vero e proprio tabu’, dicevamo nelle ultime 4 stagioni su 16 retrocessioni ben 12, si proprio dodici, sono toccate come d’incanto a club umbri vale a dire l’80 per cento, una vera moria ( sempre sportiva per fortuna ).
I dati sono spietati:
Stagione Sportiva 2011-2012, il Girone D viene composto da 11 squadre umbre, 4 toscane e 3 laziali, al termine del campionato scendono di categoria solo 2 umbre il Group C.Castello e l’Orvietana dopo aver perso la gara play-out con la Pontevecchio. Le altre 2 retrocesse sono la toscana Sansovino e la laziale Zagarolo.
Stagione Sportiva 2012-2013, al via ancora 11 umbre con 5 toscane e 2 laziali. Le umbre retrocesse in Eccellenza sono Todi, Pierantonio e Pontevecchio dopo aver perso la gara play-out con il Flaminia. Pontevecchio che sarà in seguito ripescata.
Stagione Sportiva 2013-2014, sono 8 le umbre al via con 8 toscane e 2 laziali e al termine del campionato Narnese, Pontevecchio e Deruta, dopo aver perso la gara play-out con il Bastia , se ne tornano in Eccellenza. La quarta retrocessa e’ la toscana Fiesole Caldine.
Stagione 2014-2015, il Girone E e’ composta da 7 umbre, 9 toscane e 2 laziali, le compagini umbre pare ci abbiano preso gusto, ancora 3 retrocessioni e tutte dirette Villabiagio, Trestina e Bastia. La quarta a lasciare la Serie D e’ la toscana San Donato Tavernelle.
Arriviamo cosi’ all’attuale stagione, prendono il via 6 umbre e 12 toscane, la situazione e’ già sotto gli occhi di tutti, una e’ già spacciata la Voluntas Spoleto altre due GualdoCasacastalda e Vivi Altotevere Sansepolcro sono con l’acqua alla gola per evitare la retrocessione diretta, un’altra il Città di Castello corre, corre ma non può permettersi di fermarsi anzi e’ costretta piu’ a guardarsi le spalle che poter con tranquillità guardare in avanti.
Sarà un’altra annata nera per il movimento calcistico regionale anche in funzione del fatto che, come ben sappiamo, le retrocessioni dalla Serie D si ripercuotono come un boomerang sui campionati regionali con piu’ retrocessioni e meno promozione; una vera e propria stagnazione calcistica.
Dal nostro punto di vista sarebbe stato molto piu’ saggio e funzionale per il movimento regionale cercare di arginare questa emorragia di squadre dal massimo campionato dilettantistico, già…. ma come?
Semplice…. molto semplice, in primis cercare prima di tutto di evitare il piu’ possibile società toscane,in secondo luogo cercare di dividere in 2 gironi le squadre umbre, ad esempio in questa stagione Vivi Altotevere Sansepolcro e Città di Castello potevano essere inserite nel Girone D con squadre emiliane romagnole e venete, che al di la’ del fascino della sfida con il Parma – che avrebbe anche permesso una bella boccata d’ossigeno ai cassieri delle due Società – avrebbe permesso alle nostre due squadre di affrontare un campionato con molto meno spessore tecnico.
Si insiste invece con testardaggine (sportiva) e senza batter ciglio a continuare ad accettare che le squadre umbre siano inserite con le toscane in questo famelico Girone E come se la macroregione che le istituzioni governative vogliono creare sia già di fatto realizzata a consolidata a livello calcistico. Viene spontanea una domanda perché i vertici del Comitato Regionale Umbro rimangono inermi davanti a questa continua moria senza farsi interpreti della voglia di alcune di queste Società di potersi anche confrontare anche con squadre di altre regioni; chiedere “lumi” non sarebbe sicuramente un peccato mortale.

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