DISCARICA: Nuovi problemi segnalati dal Comitato

“Il Nuovo Comitato, dopo mesi di continuo monitoraggio della zona, ha
documentato con varie fotografie la grave situazione in cui versa la
discarica per rifiuti speciali tifernate”. Questo il testo iniziale della lunga lettera pervenuta in redazione. ” Infatti – si legge ancora-  si è potuto notare
ripetutamente che durante i violenti acquazzoni verificatesi ultimamente a
Città di Castello, una grande quantità di  acqua piovana, proveniente dalla
discarica, ha attraversato e dilavato la stessa scendendo a valle
straripando fuori dai pozzi di raccolta, allagando i campi circostanti e
riversandosi successivamente nel vicino torrente Gracciata, affluente del
già malato fiume Tevere.  Chiediamo alle Autorità competenti di verificare
se ci sono stati effetti inquinanti provocati dal liquido fuoriuscito
dall’impianto di smaltimento di Belladanza con le probabili conseguenze
gravi per il suolo, le falde acquifere e la salute degli uomini. Come mai
gli organi preposti al controllo come Sogepu spa, Arpa o Provincia, non si
sono mai accorti di quanto sopra denunciato?

Vogliamo inoltre ribadire che la zona di Belladanza è e resta ad alto
rischio frane, e che anche in questo caso non è stato tenuto in
considerazione questo grave aspetto. Infatti  Sogepu spa , Comune di Città
di Castello, Ati 1 e Regione Umbria, hanno deciso di portare avanti il folle
progetto di ampliamento della discarica per lo smaltimento delle pericolose
ceneri prodotte dal futuro inceneritore che si dovrà costruire nel perugino.
Lunedì 11 ottobre il  Consiglio Comunale di Città di Castello, avrà una
riunione monotematica per discutere la questione rifiuti, nella quale si
deciderà se avallare il progetto per l’ampliamento della discarica e la
costruzione di una impiantistica per il trattamento dei rifiuti da ubicare
sempre a Belladanza.

Preghiamo i Consiglieri dei vari partiti, sia di maggioranza che di
opposizione, di mettere una mano sulla coscienza e di ragionare per nome e
per conto di noi cittadini di Città di Castello, sulle conseguenze che
un’opera di questo tipo potrebbe causare al nostro territorio.

Riteniamo che gli oltre 30 milioni di euro complessivi, di cui 19 per la
costruzione del nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti, sia cifra
esagerata quando vi sono realtà nazionali ecologicamente più pulite,
economicamente più favorevoli e che potrebbero garantire un reale sviluppo
del territorio.

Il faraonico progetto dell’Ati 1, indebiterebbe la comunità per le prossime
generazioni,  facendo crescere costantemente anno dopo anno la tariffa,
senza riuscire a chiudere definitivamente il ciclo dei rifiuti, prevedendo
un altro ampliamento di una discarica che già oggi presenta gravi problemi e
consacrando definitivamente Città di Castello “meta turistica dei rifiuti
anche pericolosi quali ceneri”.

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